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Come aprire un baby parking

Come aprire un baby parking

I potenziali imprenditori che sono anche amanti dei bambini potrebbero trovare stimolante l’idea di aprire un baby parking. Nonostante il nostro paese sia in controtendenza rispetto al resto dell’Europa per quanto riguarda la percentuale di nascite, i luoghi dedicati ai bambini sono sempre più richiesti da tutti coloro che sono già diventati i genitori. L’impossibilità moderna di coniugare lavoro e tempo libero, in effetti, fa in modo che attività come i baby parking siano richiestissime dai genitori che hanno l’esigenza di affidare i propri piccoli in mani esperte e sicure.

Che cos’è il baby parking?

Il baby parking è un’attività privata che ha come requisito basilare l’interesse e la passione per i bambini. Per quanto riguarda la burocrazia, poi per aprire un baby parking le certificazioni da ottenere non sono numerosissime. A differenza di quanto si possa intendere dal nome, un baby parking non deve essere inteso letteralmente come un ‘parcheggio per i bambin’; al contrario, si tratta di una struttura all’interno della quale i più piccoli potranno socializzare, giocare e imparare qualcosa. Lo scopo principale di queste attività, naturalmente, resta quello di offrire ai genitori un luogo a cui affidare i propri piccoli per un periodo di tempo limitato. Generalmente i baby parking possono accettare bambini di età compresa tra i 13 mesi e i sei anni di vita. Inoltre, il periodo di tempo che un bambino trascorre all’interno di questa struttura non può superare le cinque ore al giorno. All’interno di queste strutture, i bambini non possono ricevere pasti, anche perchè la struttura non è tenuta ad avere a disposizione una mensa. Si tratta, quindi, di luoghi molto diversi rispetto ai tradizionali asili nido.

Burocrazia e iter burocratico

Come anticipato, la burocrazia da seguire per l’apertura di quest’attività non è eccessivamente complessa.

Innazitutto è fondamentale aprire una partita IVA ed eseguire una regolare iscrizione alla Camera di commercio, oltre che agli uffici di INPS e INAIL. Per quanto riguarda la struttura che ospiterà il baby parking, è fondamentale che essa possieda tutti i requisiti igienico-sanitari, una porta anti-incendio e tutte le certificazioni di agibilità e abitabilità dei locali che vengono generalmente fornite dall’Ufficio del Catasto comunale. Le regole per aprire un baby parking non sono fissate a livello nazionale, bensì regionale ed è per questo che è opportuno informarsi sul sito della Regione di appartenenza circa specifici adempimenti burocratici che potrebbero essere previsti. In linea di massima, per aprire un baby parking non è fondamentale possedere una laurea o un diploma di specializzazione particolare ma è sufficiente avere un diploma di maturità o anche di scuola media. In media, con una somma di circa 20.000 € dovrebbe essere sufficiente avviare un baby parking; tuttavia, nel caso in cui i locali avessero bisogno di ammodernamenti, adeguamenti di impianto elettrico e altre opere di ristrutturazione, questa cifra potrebbe non essere sufficiente per avviare l’attività.

I locali adatti al baby parking

Per aprire un baby parking è indispensabile individuare un locale adatto per l’attività. In genere, è preferibile optare per aree urbane molto frequentate da potenziali genitori, ad esempio i centri commerciali o le zone degli uffici o delle aziende. Le leggi che regolano i baby parking sono differenti rispetto a quelle previste per l’apertura degli asili nido; i locali di un baby parking, infatti, devono naturalmente rispettare tutte le norme igienico-sanitarie, devono prevedere spazi ampi e mobili colorati e luminosi, adatti appunto ai più piccoli. L’ambiente dei locali, insomma, deve essere divertente e stimolante per i più piccoli e deve essere dotato di tutti quegli oggetti che saranno utili alla comodità e al divertimento dei bambini. Non dovranno mancare, quindi sedioline, armadi, mobili colorati, ma anche scrivanie, colori, fogli da disegno, giocattoli e tutto quanto può essere utile per lo svago dei bambini. In media, un baby parking deve ospitare un numero massimo di 25 bambini. Ma perchè i genitori dovrebbero affidare i bambini ad un baby parking piuttosto che ad una tradizionale baby sitter? Naturalmente in questo si gioca l’abilità del proprietario della struttura che dovrà anche avere un occhio di riguardo sul tariffario, che dovrebbe essere decisamente più competitivo rispetto a quello di una baby sitter ad ore. Sicuramente un baby parking deve offrire garanzie di sicurezza e professionalità ai genitori e i gestori dovranno essere in grado di conquistare i bambini. I veri clienti sono loro e saranno loro a voler ritornare nella vostra struttura se si saranno divertiti adeguatamente la prima volta.

Le persone che lavoreranno all’interno del baby parking non devono possedere requisiti particolari, ma sicuramente non deve mancare un grande amore per i più piccoli. Non è necessario avere un titolo di studio idoneo, ma è chiaro che chi possiede una laurea in Scienze dell’Educazione o titoli di studio equipollenti potrà godere di maggiore professionalità all’interno della struttura e operare in maniera più semplice.

Nonostante il budget per aprire un baby parking non sia eccessivamente alto; è probabile che gli imprenditori più giovani non avranno a disposizione tale cifra. Per questo motivo, si può sempre richiedere un finanziamento agevolato o, nel caso in cui l’aspirante imprenditore sia una donna, accedere ai numerosi fondi previsti per l’imprenditoria femminile.

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2 Commenti
  • Federica Ioime
    23/06/2018 at 12:59

    Ho il sogno di aprire un baby parking dai tempi del liceo. Ho 26 anni e attualmente lavoro in una ludoteca. Vorrei info sulla possibilità di ricevere questo contributo. Grazie

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