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Come aprire un compro oro

Come aprire un compro oro

Nei primi anni successivi alla crisi economica c’è stato un boom di compro oro. Queste attività commerciali si caratterizzano per il fatto che è l’utente stesso a consegnare nelle mani del negozio compro oro i propri gioielli al fine di venderli a questi e di ricavarne una buona somma di denaro. Si tratta, dunque, di gioielli usati che verranno poi rimessi sul mercato e venduti come prodotti finiti oppure vengono destinati alla fusione.  Ovviamente, affinché il compro oro acquisti gli oggetti dall’utente è indispensabile che egli faccia una valutazione dei materiali e che tale valutazione venga ritenuta idonea e consona anche dagli utenti. Aprire un compro oro non è molto difficile. La cifra da investire non è altissima. Bisogna solo acquisire delle competenze per svolgere al meglio questo mestiere ma anche da questo punto di vista le difficoltà non sono certamente insormontabili.

Cosa serve per aprire un compro oro

Dal punto di vista economico, per aprire un compro oro non servono investimenti elevatissimi. L’investimento iniziale potrebbe ammontare sui 20.000 euro ma si tratta di una cifra che potrà essere ammortizzata già nel breve periodo perché bisogna considerare che questo tipo di attività non prevede la presenza di  magazzini con merce invenduta o con merce soggetta a scadenza. Questi, dunque, sono i punti di forza principali di un’attività che negli ultimi anni ha conosciuto uno sviluppo straordinario. Spesso, chi decide di aprire un compro oro lo fa optando per la scelta del franchising.

Tale scelta prevede l’affiliazione con un marchio prestigioso che prende il nome di società affiliante. E’ una possibilità interessante sia economicamente che professionalmente. Aprendo in franchising, infatti, si ha l’opportunità di poter contare dell’esperienza, dell’assistenza e delle attività promozionali legate alla società affiliante che può essere chiamata anche franchisor.
Sotto l’aspetto strategico è bene precisare che un compro oro andrebbe aperto in un punto importante della città, certamente visibile e non nascosto. L’importante è che sia facilmente raggiungibile sia dai pedoni che dagli automobilisti.  Le spese maggiori, nella fase iniziale, riguardano gli acquisti della strumentazione necessaria per fare una stima del valore degli oggetti in oro.

Gli adempimenti burocratici per l’apertura di un compro oro

Per aprire un compro oro bisogna espletare alcune pratiche dal punto di vista burocratico. Bisogna innanzitutto fare una differenza in base al tipo di attività che si vuole aprire. Se, infatti, si è interessati a vendere rottami alle società di fusione dei metalli è necessario ottenere l’autorizzazione dalla Banca d’Italia. Per operare in questo settore specifico del compro oro, infatti, c’è bisogno di rispettare la normativa contenuta nella legge  numero 7 del 17 gennaio 2000. Questo provvedimento normativo indica nelle banche, nelle società di capitali e nelle società cooperative le uniche ad avere la possibilità di vendere anche rottami a società di fusione dei metalli.
Un normale compro oro che vende a tutti tranne che alle società di fusione dei metalli, dal punto di vista normativo, sarà soggetto a meno restrizioni e limitazioni e ad un procedimento burocratico sicuramente più snello. E’ necessario ottenere la licenza di pubblica sicurezza. Per i compro oro, però, essa viene rilasciata solamente ai soggetti che non hanno precedenti penali per reati come usura, riciclaggio, bancarotta fraudolenta e ricettazione.  Anche il locale adibito a tale attività dovrà rispettare alcune condizione. In primo luogo, il locale deve essere superiore a 20 metri quadrati. La struttura dovrà, inoltre, contenere una vetrina e un arredamento dove a farla da padrone sia la semplicità.  In più, ci sono delle misure di sicurezza che vanno predisposte. Tali misure prevedono l’installazione di sistemi di videosorveglianza, allarmi, pareti antisfondamento, cassaforte e porta blindata. Ci sono delle limitazioni relative anche agli orari di apertura quotidiani che non possono superare le 6 ore.  Una volta ottenuta la licenza di pubblica sicurezza è necessario procedere all’apertura di una Partita Iva, all’iscrizione presso la Camera di Commercio e al Registro delle Imprese. Bisogna, inoltre, comunicare al Comune l’inizio delle attività e fissare i rapporti anche con gli istituti Inps ed Inail.
Non bisogna, inoltre, tralasciare alcuni aspetti in merito all’acquisto di oro da parte del proprietario dell’attività. Egli, infatti, può acquistare solamente da persone che sono maggiorenni.  Dunque, all’atto di acquisto è buona prassi prendere visione del documento d’identità da parte del cliente. L’oro acquistato dovrà essere annotato nel Registro di Pubblica Sicurezza e non potrà essere rivenduto prima di dieci giorni perché bisogna permettere alla Guardia di Finanza di effettuare eventuali controlli.  Trascorso questo lasso di tempo, l’operatore potrà cominciare a vendere l’oro a privati ma anche ai grossisti ed ai laboratori. Solitamente, nel momento in cui il proprietario dell’attività acquista un oggetto da un cliente fa firmare a quest’ultimo un contratto. Con questo contratto l’acquirente, ovvero il gestore dell’esercizio,  si libera da ogni responsabilità in merito all’acquisto di merce rubata.
Il cliente viene pagato sempre in contanti, a meno che non si abbia a che fare con oggetti dal valore superiore a 5.000 euro.  In tal caso, è indispensabile pagare tramite un assegno.  Non si possono avere stime certe dei guadagni perché essi variano da periodo a periodo in quanto dipendono  anche dalle valutazioni che assume di volta in volta l’oro quotato in borsa. Sta di fatto che i punti di forza di un’attività del genere sono tanti ed i rischi relativamente bassi. L’importante è fare sempre attenzione alle normative vigenti in materia ed essere sempre in regola sotto tutti i punti di vista.

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