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Come aprire un ristorante

La ristorazione è un settore che non conosce crisi. Il momento conviviale del pranzo, il pasto rapido in pausa pranzo o la cena con gli amici infatti sono momenti indispensabili per gli italiani. Per un motivo o per l’altro mangiare fuori casa è un’abitudine ormai irrinunciabile.Le iniziative imprenditoriali in questo settore, come aprire un ristorante, se avviate in modo strategico soppesando costi e benefici si rivelano spesso vincenti. Per aprire un’attività di successo è però essere dei professionisti e assumere dei dipendenti competenti, soprattutto in cucina, ma non solo.

Un ristorante viene apprezzato sicuramente per la cucina e per la qualità dei piatti, ma anche il locale, il personale di servizio, i prezzi e la varietà del menù devono soddisfare la clientela. Un elemento importante è anche costituito dalla localizzazione del locale, che deve essere strategica. Quanto più sarà buona la posizione del ristorante, tanto meno difficoltoso sarà portare le persone a mangiare nel tuo locale. Un bravo ristoratore, infatti, oggi è anche un bravo PR.

Al tradizionale ristorante, si può anche sostituire un locale a tema, un macrobiotico, con cucina straniera, o scegliere uno dei ristoranti in franchising che ci sono sul mercato, che possono fornire un appoggio valido e costante. Se un ristorante funziona, è un canale di entrate molto remunerativo: il food infatti è uno di quei settori in cui il costo della materia prima è molto minore rispetto al prezzo finale pagato dal cliente.

Avviare un’attività nel settore food&beverage, come aprire un ristorante può dare grandi soddisfazioni e permette di stare a contatto con le persone, in un ambiente stimolante. Con qualche menù speciale o evento particolare si può poi sempre sbizzarrirsi e rinnovarsi. In tutti i casi, quando si decide di aprire una nuova attività, bisogna tenere ben presente una buona dose di stress e tanto lavoro, almeno all’inizio.

I requisiti che devi avere per aprire un ristorante

Per aprire un ristorante devi essere maggiorenne, non essere stato interdetto o dichiarato fallito. Devi inoltre avere l’abilitazione SAB (una volta si chiamava REC), cioè Somministrazione Alimenti e Bevande, che si ottiene frequentando un corso apposito di 100 ore circa a un costo di circa 700 euro. Questo corso è elemento imprescindibile per poter aprire un’attività di questo tipo. Alcuni comuni accettano in alternativa l’attestazione di aver lavorato come dipendente per due anni consecutivi negli ultimi cinque, nel settore della ristorazione, avendo un diploma di scuola alberghiera.

Per aprire un locale di ristorazione, così come per aprire un bar,  è necessario avere il piano HACCP, che corrisponde al vecchio libretto sanitario. Questo corso deve essere fatto anche da tutti i collaboratori impiegati nel ristorante che preparano, manipolano, somministrano cibi e bevande.  L’ASL deve essere informata relativamente ai prodotti che si intende somministrare alle persone e tutti gli strumenti devono garantire un’erogazione sicura e integra. A questo punto, se hai le abilitazioni per entrare nel mondo della ristorazione puoi procedere e occuparti del resto dei preparativi. Se intendi servire bevande alcoliche dovrai comunicarlo all’Ufficio Dogane, con un documento ufficiale.

Il locale perfetto per il tuo ristorante e gli standard di legge

Qualunque tipo di locale destinato ad accogliere il pubblico, così come aprire un negozio, deve rispondere ai requisiti di idoneità sanitaria dell’ASL. L’impianto idrico, il trattamento dei rifiuti, la canna fumaria, la distanza fra cucina e sala, l’impianto elettrico devono essere a norma. Questo viene verificato da un addetto dell’ASL in un sopralluogo. Se tutto va bene viene dato il nullaosta e il locale può essere aperto.

La destinazione d’uso del locale scelto deve corrispondere a quella di un’attività commerciale come quella del ristorante, altrimenti sarà necessario richiedere un cambio, apportando eventualmente modifiche allo stesso, secondo gli standard di legge. Se il locale è in affitto bisognerà registrare il contratto di locazione agli Uffici del Registro. Se il locale ha un’insegna, si dovrà pagare all’Ufficio comunale apposito una tassa.

Per scegliere il posto migliore per aprire il tuo ristorante è necessario valutare il tipo di target: cioè se si trova in una zona per turisti, se è nei pressi di uffici che ne faranno un punto di riferimento per la pausa pranzo etc. Per capire bene che tipo di clientela avrai, dovresti prenderti del tempo per andare in loco e passare un po’ di tempo a osservare. Giacché ci sei, dai un’occhiata anche alla concorrenza: devi distinguerti, altrimenti non c’è motivo per cui un cliente dovrebbe cambiare.

 

Come aprire un ristorante: iter burocratico

 

Per prima cosa è necessario aprire una partita IVA a nome tuo oppure a nome della società che hai costituito apposta. Aprire una partita IVA ti costa circa 400 euro, mentre costituire la società può costare anche 3mila euro, dal momento che la registrazione deve essere fatta da un notaio. Una volta aperta la posizione fiscale, è necessario aprire quella previdenziale e quella assicurativa: si procede quindi con l’iscrizione all’INPS e all’INAIL.

A questo punto bisognerà presentare al Comune di riferimento, nel quale si trova l’attività, la SCIA o DIA, cioè la dichiarazione e segnalazione certificata dell’inizio di una nuova attività. Il modulo esiste già precompilato e si ritira presso il Municipio, di solito allo Sportello Unico per le Attività Produttive. Tale documento deve essere presentato massimo 30 giorni prima dell’apertura. Fatto questo, bisognerà inviare una comunicazione telematica unica alla Camera di Commercio, che si occuperà di informare ufficialmente gli altri enti interessati.

Costi e investimenti: quanto?

Il clou del discorso è costituito dal fattore economico: hai i fondi per aprire un ristorante? I costi da sostenere sono diversi. Se è vero che non solo i ricchi possono aprire un ristorante, è anche vero che ti servirà un finanziamento per il tuo progetto. La crisi odierna dà il vantaggio di aver dato luce a diverse formule di prestito, dato che è sempre più diffusa la volontà di favorire l’impresa. La costituzione dell’impresa ha costi diversi in base alla sua forma giuridica.

Lo stesso commercialista gestisce questo tipo di pratiche con un tariffario differente. Si dovranno pagare quindi il commercialista, il notaio, i costi burocratici. Di base è necessario inoltre pagare il canone di locazione, occuparsi dell’eventuale ristrutturazione, dell’arredamento della sala e della cucina. Si parla di cifre che partono dai 50mila euro. I costi lievitano per i dipendenti, per le tasse, per il marketing. Un’alternativa è quella di aprire un ristorante in franchising, un’idea perfetta per chi sta azzardando questa avventura per la prima volta e per la quale valgono le stesse indicazioni su come aprire un franchising.

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