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Come aprire una casa editrice. Approfondimento utile che spiega che cos'è e quali sono i requisiti necessari per aprire una casa editrice.

Come aprire una casa editrice

Il piacere della lettura accompagna gli italiani da sempre. Fare di tutto ciò un lavoro non è semplice ma nemmeno impossibile. La lettura aiuta a migliorare il lessico e la cultura generale delle persone ma serve anche per rilassarsi e per trascorrere in maniera diversa il proprio tempo libero. Chi ama la lettura potrebbe pensare di aprire una libreria e dedicarsi alla vendita di testi e libri di un determinato settore o che rispondono a particolari esigenze ma c’è di più.

E’ possibile, infatti, aprire una casa editrice ed ottenere un buon successo ma è fondamentale evitare di gettarsi a capofitto in quest’avventura. Vanno fatte attente analisi in merito al mercato editoriale italiano. E’ necessario comprendere che oggi leggere un libro non significa solamente farlo tramite la carta stampata ma anche tramite gli e-reader, ovvero i libri elettronici. Internet ha cambiato il modo della gente di rapportarsi con la lettura. Leggere sullo schermo di un computer presenta molti vantaggi ma è un’attività più faticosa e tende ad essere svolta in maniera più sintetica. E’ necessario, dunque, valutare bene tutti questi aspetti prima di intraprendere un’avventura del genere.

Cosa serve per aprire una casa editrice

Una casa editrice ha innanzitutto bisogno di un editore. E’ chiaro che questa figura deve avere determinate caratteristiche. E’ necessario che questa persona sia dotata di una cultura generale adeguata e che abbia una grande passione per la lettura e, in generale, per il mondo editoriale. Una casa editrice, però, va comunque diretta come se fosse una normale azienda e, dunque, le scelte vanno prese tenendo bene in mente quest’aspetto. E’ normale che un editore possa avere una passione per determinati argomenti ma è importante valutare con serenità ed obiettività il mercato. Una casa editrice non può fare a meno di un piano editoriale. E’ un elemento che le serve per programmare le varie attività da svolgere e per fissare gli obiettivi che si vogliono raggiungere. Il piano editoriale serve anche per rendicontare entrate e uscite e per valutare il successo o meno, in termini soprattutto di vendite, di un determinato progetto. Prima di pubblicare un libro una casa editrice deve seguire un iter complesso e delicato.

Tutte le attività devono essere svolte al meglio. Potrebbe essere necessario affidarsi a persone in grado di occuparsi della selezione dei dattiloscritti e degli autori da pubblicare. Inoltre, è fondamentale curare i testi anche dal punto di vista grafico perché l’immagine ha sempre la sua importanza ed il suo fascino. Inoltre, è necessario promuovere eventi ed attività di comunicazione legati all’uscita di un libro, come ad esempio la sua presentazione alla stampa. L’arrivo di un libro nelle librerie è solo l’ultimo step di un percorso molto lungo, fatto di diverse fasi particolari e tutte ugualmente rilevanti. Bisogna, inoltre, considerare che una piccola casa editrice, almeno in una fase iniziale, potrebbe far fatica a conquistare un mercato caratterizzato dalla presenza di storiche case editrici che continuano a fare il bello e il cattivo tempo e a controllare gran parte della torta. Ecco perché bisogna lavorare davvero bene e fare di tutto per far conoscere i propri libri e autori alla grande e variegata platea dei lettori altrimenti si rischia di chiudere l’attività già dopo pochi mesi o anni.

La fase di valutazione dei rischi e delle opportunità è molto importante. Bisogna porsi alcune domande che riguardano il tipo di casa editrici che si vuole aprire. Esistono, infatti, case editrici che si occupano solo di un determinato genere e che seguono soltanto una linea editoriale. E’ necessario scegliere se la casa editrice si occuperà, oltre che della pubblicazione, anche delle altre fasi della lavorazione del testo.

Dal punto di vista delle competenze è importante conoscere il settore dell’editing, quello della correzione di bozze nonché gli aspetti legati all’impaginazione e alla grafica.

Quando si apre una nuova casa editrice potrebbe, inoltre, essere difficile riuscire a pubblicare libri. Quello che conviene fare nella fase iniziale è mettersi in contatto con autori esordienti che sono alla ricerca di un editore che possa pubblicare la loro opera.
Un altro aspetto delicato è quello della distribuzione. Spesso, i distributori sono pieni di titoli delle solite case editrici. Il consiglio è di fare una ricerca a livello locale, puntando non ad un singolo distributore ma a diversi partner che, pur non avendo un nome o una fama importantissima, potrebbero rivelarsi dei buoni compagni di viaggio almeno nella fase di avvio dell’attività. Una casa editrice deve fare, infine, attenzione al marketing. Proprio per i motivi finora elencati, all’inizio potrebbe essere difficile farsi conoscere ed è per questo motivo che bisognerebbe avere un ufficio marketing che si occupa della promozione dei libri e della programmazione di eventi editoriali e culturali.

Gli adempimenti burocratici per l’apertura di una casa editrice

Per aprire una casa editrice è necessario aprire una Partita Iva presso l’Agenzia delle Entrate. Inoltre, bisogna iscriversi alla Camera di Commercio mentre non è più necessario fare l’iscrizione al Registro degli Editori e degli Stampatori. Essendo un’attività particolare è bene cercare di avere al proprio fianco in quest’avventura un commercialista che avrà sicuramente maggiori conoscenze sulla materia. Prima di pubblicare un libro non bisogna dimenticarsi di chiedere il codice ISBN. Questo codice serve ad identificare il libro a livello internazionale. Si tratta di un codice a dieci cifre che identifica la nazione, l’editore, l’opera, l’edizione e un numero di controllo.

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