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Come aprire uno studio di psicologia

Come aprire uno studio di psicologia

Il settore della psicologia è molto particolare. Si tratta di un ambito che dal punto di vista medico viene inquadrato quasi esclusivamente nel settore privato. Uno psicologo che vuole esercitare la professione ha bisogno di aprire uno studio di psicologia. Lo studio servirà per occuparsi in maniera diretta delle persone che vorranno aderire e sottoporsi ad un particolare trattamento. Ovviamente, bisogna informarsi per bene prima di aprire uno studio di psicologia. Avere i titoli ed i requisiti professionali è importante ma non basta. In questa guida cercheremo di parlare di quello che bisogna fare e conoscere per aprire uno studio di psicologia.

I requisiti per aprire uno studio di psicologia

Bisogna studiare molto per diventare psicologi. E’ necessario ottenere una laurea magistrale in Psicologia. Una volta ottenuta la laurea in psicologia lo step successivo consiste nel sostenere un esame di stato. Dopo aver superato l’esame sarà possibile entrare a far parte dell’Albo Professionale degli Psicologi. Utile ricordare che è necessario fare anche un po’ di pratica, tramite un tirocinio formativo della durata di un anno.

Gli esami di stato finalizzati all’iscrizione all’Albo degli psicologi si svolgono solo due volte all’anno e consistono in una prova orale e in tre prove scritte. L’iscrizione all’ordine degli psicologi comporta il pagamento di una tassa annuale, tassa il cui importo potrebbe essere diverso da una regione all’altra.

Merita un’attenzione particolare la scelta del locale. L’ambito psicologico, come detto anche all’inizio, è molto particolare. Non è facile convincere una persona a parlare dei propri problemi ad un esperto del settore. Ecco perché è necessario provvedere all’allestimento degli spazi, pensando a mettere il cliente a proprio agio e a garantire il suo diritto alla riservatezza. A tal fine, le stanze presso le quali si svolgono le sedute dovranno essere insonorizzate. Chi si trova in sala d’attesa non deve ascoltare i dialoghi tra psicologi e pazienti.

Per quanto riguarda la scelta del locale si può decidere sia di affittarne uno oppure di riservare una parte del proprio appartamento, nel caso in cui ciò sia possibile, all’attività. In fase iniziale bisogna pensare soprattutto ad ottenere un ritorno dall’investimento iniziale sostenuto. Nelle voci di spesa rientrano gli acquisti di strumenti come i computer e di servizi come la connessione ad Internet. Avere a disposizione dei bigliettini da visita è utile per far conoscere al pubblico la propria attività. Insomma, è necessario fare anche un po’ di pubblicità.

Sotto l’aspetto professionale è importante avere l’umiltà giusta per essere pronti a mettere sempre in discussione le proprie conoscenze. Questo significa che seguire convegni e corsi di aggiornamento potrebbe essere utile per rimanere al passo con i tempi e conoscere le ultime novità del settore di riferimento.

L’iter burocratico

Per poter aprire uno studio di psicologia bisogna aprire una Partita Iva. Si tratta di uno strumento fondamentale per esercitare la libera professione. Il consiglio è di dare uno sguardo all’eventuale presenza di regimi fiscali agevolati di cui si può usufruire, specie se la richiesta viene da chi per la prima volta effettua il procedimento di apertura di Partita Iva.

Dal punto di vista previdenziale bisogna fare riferimento all’Enpap (Ente previdenziale assistenza psicologi). Questo serve ad ottenere la pensione, il cui importo dipenderà soprattutto dall’aspetto legato alla fatturazione. Conviene farsi assistere da un commercialista il quale si occuperà della contabilità dello studio di psicologia.

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