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Aprire una scuola di cucina

Aprire una scuola di cucina

Oggi grazie a tutti i programmi televisivi dedicati alla cucina e alla ristorazione in cui sono intervengono degli chef noti a livello internazionale, molte sono le persone tra le quali si è affermata la voglia di diventare provetti chef. A chi già piace cucinare e si diletta ai fornelli, sembrerà normale voler imparare a preparare piatti più raffinati, mentre iscriversi a una scuola di cucina sarà una vera sfida per chi è coinvolto dal vortice dei vari “Master chef” o pseudo tali che vorrebbero far diventare tutti degli affermati cuochi. Ma se si volesse aprire una scuola di cucina cosa servirebbe?

Come aprire una scuola di cucina

Non è detto che per avviare una propria attività gastronomica bisogna passare per forza per un ristorante o una trattoria: oggi l’alternativa più glam per aprire un’attività professionale gastronomica è la scuola di cucina. Grazie al boom registrato da programmi televisivi che riguardano la gastronomia in cui a dare lazioni di cucina sono grandi chef internazionali, tutti vogliono diventare cuochi e perché non cavalcare questa moda aprendo una scuola di cucina? Prima di tutto bisogna tenere a mente ciò che molti non credevano possibile ovvero che la maggior parte degli chef mondiali è maschile, ciò si traduce nel fatto che a dilettarsi ai fornelli non saranno solo donne ma anche uomini attratti anche dalla possibilità di diventare chef di un’attività professionale magari rinomata. Quindi aprire una scuola in cui insegnare le basi per diventare ottimi chef oggi risulta un’idea eccellente, ma da dove iniziare? Per avviare qualsiasi tipo di attività imprenditoriale bisogna partire dalla burocrazia: per aprire una scuola di cucina infatti, sono necessari diversi tipi di permessi e autorizzazioni ma vale la pena ottenerli in prospettiva dei grandi guadagni che ne verranno e quindi sarà un ottimo investimento, sia per chi ha già un ristorante e vuole dedicarsi anche ad altro e sia per chi vi si dedica quale unica attività. Le prime ed essenziali informazioni su come aprire un’attività imprenditoriali vanno richieste alla Camera di Commercio e, nel caso specifico, bisogna rivolgersi anche all’Asl di competenza territoriale per quanto riguarda le normative igienico-sanitarie che vanno rispettate. I diversi aspetti da considerare per l’apertura della scuola di cucina, quindi sono:

  • informarsi presso la Camera di Commercio sulla somministrazione di bevande e cibi;
  • avere un diploma di scuola alberghiera o equivalente o avere un’esperienza lavorativa di almeno sue anni in contesti ristorativi;
  • aprire una posizione per ditta individuale o società sempre alla Camera di Commercio;
  • scegliere un locale che rispetti tutte le norme igienico-sanitarie determinate dall’Asl, quindi magari consultare il HACCP, ovvero il manuale di igiene per conoscere le regole da rispettare;
  • ispezione finale di un incaricato dell’Asl al locale pronto per essere aperto per ricevere l’autorizzazione di idoneità.

Scuola di cucina: investimenti e corsi didattici

Per quanto riguarda l’investimento che una tale attività può richiedere è decisamente medio-alto e bisogna tenere a mente l’affitto o l’acquisto del locale, possedere elettrodomestici di qualità superiore, le spese per l’arredamento e le suppellettili, lo stipendio per i collaboratori, le spese di elettricità, gas, telefono e rifiuti, l’acquisto delle materie prime e le spese relative alla segreteria e alla pubblicità. Inoltre, per far sì che la propria scuola di cucina abbia successo bisogna prevedere una pianificazione un’organizzazione particolarmente efficiente delle attività didattiche e creare un calendario delle lezioni e dei corsi da suddividere a seconda del livello e del tipo di utente che ne beneficerà. I corsi di una scuola di cucina quindi, vanno divisi in corsi specializzati di alta formazione per ristoratori, rivolti a un pubblico che già è del mestiere e che è interessato ad approfondire alcune tematiche e a specializzarsi in alcuni piatti o prodotti, e i corsi per principianti, dedicati a chi ama cucinare ed è un appassionato ma che vuole coltivare questa passione come hobby. I livelli dei corsi dovranno andare dal livello base, all’intermedio e all’alto. Le lezioni del livello base sono rivolte a chi ha poca esperienza in materia per cui prevedranno l’insegnamento di piatti semplici e facili da preparare e durante questi corsi vengono impartite una serie di indicazioni e di suggerimenti pratici su come usare alcuni prodotti e su cosa fare o meno per la realizzazione di alcune pietanze. Nei corsi di livello intermedio, invece, gli utenti saranno già un po’ più preparati per cui vorranno approfondire alcune conoscenze imparando magari a preparare alcune specialità, infine i corsi di alto livello sono dedicati a chi ha intenzione di specializzarsi e magari entrare a far parte dello staff di un ristorante o di una trattoria. I corsi di alto livello infatti insegnano a preparare piatti elaborati e raffinati per cui gli utenti impareranno a prestare attenzione alla scelta delle materie prime di qualità fino alla realizzazione di una decorazione ricercata per i piatti da portata. In una scuola di cucina inoltre, i corsi possono essere organizzati anche per tematiche: per esempio, è possibile pianificare lezioni mirate all’insegnamento di determinati piatti, o a come trattare e cuocere il pesce, alla preparazione della pasta fresca fatta in casa, a dolci e pasticceria più elaborata oppure possono vertere sui prodotti locali e su come utilizzarli nella preparazione di varie pietanze dagli antipasti ai dessert. È possibile anche puntare all’organizzazione di corsi regionali dedicati alle ricette tipiche di un’area geografica, o a piatti di cucina internazionale, o alla preparazione di piatti per celiaci, per vegetariani e altro. infine, è possibile proporre anche altri servizi ai propri utenti per rendere la propria scuola di cucina più efficiente di altre come per esempio gare culinarie, lezioni di cucina per bambini, corsi di cucina per stranieri o individuali, consulenze per ristoratori, partecipazione a manifestazioni gastronomiche, organizzazione di incontri con chef famosi, ideazione di eventi a tema, gite ed escursioni di gruppo presso eventi del settore, vendita di ricettari o manuali da cucina e di utensili ed elettrodomestici di qualità, e collaborazione con scuole locali.

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