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Nuovo Selfiemployement 2021: guida ai finanziamenti per l’imprenditorialità

Selfiemployement 2021 è una misura destinata allo sviluppo dell’imprenditorialità e si rivolge a NEET, donne e disoccupati. Gestita da Invitalia, l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa partecipata interamente dal Ministero delle Finanze, è l’aggiornamento di una misura già esistente.
Scopriamo cos’è, a chi si rivolge e quali sono gli interventi ammessi.

Selfiemployement 2021: cos’è

Selfiemployement è un progetto destinato a incentivare la nascita di nuove imprese. Prevede finanziamenti a tasso zero da 5mila a 50mila euro e rientra nell’ambito del programma Garanzia Giovani, con la supervisione dell’ANPAL, Agenzia Nazionale Politiche Attive del Lavoro. La nuova misura, attiva dal 22 febbraio 2021, va a sostituire la precedente versione, aggiornandone i termini.

L’intervento finanzia il 100% dei progetti di investimento e non richiede garanzie; è possibile rimborsare l’intero importo finanziato in 7 anni, con rate mensili. Il programma di investimento dev’essere concluso entro 18 mesi dalla stipula del contratto di finanziamento.

A chi si rivolge Selfiemployement

Beneficiari della misura sono Neet, donne inattive e disoccupati di lunga durata, desiderosi di avviare una propria attività imprenditoriale.

Entrando nel dettaglio, i NEET, acronimo di Not in Education, Employement or Training, sono persone maggiorenni che, al momento della domanda, non svolgono alcun lavoro né stanno seguendo percorsi di studi o formazione. Per ottenere i finanziamenti, devono però essersi iscritti al programma Garanzia Giovani entro i 29 anni.

Come detto, la misura si rivolge anche alle donne inattive, cioè che non sono impegnate in attività lavorative al momento della domanda oppure occupate, ma con un reddito di lavoro dipendente e autonomo pari o inferiore a quello indicato dall’articolo 13 del TUIR (Testo Unico sulle Imposte sui Redditi).

Le stesse condizioni si applicano ai disoccupati di lunga durata, ossia coloro che hanno presentato da 12 mesi almeno una DID (Dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro) mediante il portale dell’ANPAL.

Per richiedere i finanziamenti, inoltre, non devono far parte di una società attiva iscritta al registro delle imprese come soci o amministratori.

A differenza dei NEET, né le donne inattive, né i disoccupati di lunga durata devono essere per forza iscritti al programma Garanzia Giovani.

Selfiemployement: le forme societarie e associative ammesse

Oltre ai requisiti di cui abbiamo già parlato, NEET, donne inattive e disoccupati possono ottenere i finanziamenti solo se hanno costituito o sono in procinto di costituire una società o un’associazione.

Le forme ammesse sono le imprese individuali, le società di persone (S.S, S.n.c., S.a.s.), le società cooperative, cooperative sociali.

Le società devono essere nate da non più di 12 mesi oppure, se non ancora costituite, devono esserlo entro 90 giorni dall’ammissione al finanziamento.

Settori e interventi ammessi da Selfiemployement

La misura finanzia i progetti imprenditoriali in svariati settori della produzione di beni, fornitura di servizi e commercio (franchising compreso). Nello specifico, sono ammessi alla misura le società che si occupano di servizi turistici e culturali, servizi alla persona, servizi per l’ambiente, società ICT, risparmio energetico ed energie rinnovabili, imprese artigiane e manifatturiere, commercio al dettaglio e all’ingrosso. Sono ammesse anche le attività di trasformazione e commercio di prodotti agricoli.

Sono invece escluse le attività legate ai settori della pesca e dell’acquacoltura, i settori legati a case da gioco, scommesse e lotterie e le attività di produzione primaria in agricoltura.

Per quanto riguarda gli interventi ammessi, possono essere finanziate le spese legate all’acquisto di strumenti, macchinari, attrezzature, software e hardware, materiale di consumo, materie prime, semilavorati e prodotti finiti.

Sono ammesse anche le opere murarie entro il limite del 10% del totale delle spese.

Rientrano tra gli interventi ammessi anche spese di gestione come locazione di beni immobili, canoni di leasing, utenze, servizi informatici, di comunicazione e promozione, premi assicurativi, stipendi e salari.

Come fare la domanda di concessione dei finanziamenti Selfiemployement

Le domande, complete degli allegati necessari, devono essere presentate solo attraverso la piattaforma online di Invitalia a partire dalle ore 12 del 22 febbraio 2021.

Per completare la domanda, al termine della procedura, sarà necessaria l’apposizione della propria firma digitale oppure una PEC.

Al momento della presentazione della domanda, sarà possibile scegliere se fare o no un colloquio conoscitivo online con il personale di Invitalia, occasione per aggiungere ulteriori dettagli a proposito del proprio progetto imprenditoriale.

Selfiemployement: criteri di valutazione delle domande

Invitalia valuterà le domande pervenute in ordine cronologico, fino all’esaurimento dei fondi a disposizione. Non ci sono scadenze né graduatorie.

Una volta valutata la domanda dal punto di vista formale, Invitalia valuterà sia la sostenibilità economico-finanziaria del progetto imprenditoriale sia le competenze specifiche dei richiedenti attraverso una precisa griglia di valutazione.

I richiedenti otterranno l’esito della domanda entro 60 giorni dalla presentazione della stessa.

Selfiemployement 2021: contattaci per una consulenza ora

Sefliemployement si rivolge a donne, inoccupati e disoccupati con idee imprenditoriali. Se vuoi accedere ai finanziamenti previsti dalla misura, contattaci per una consulenza: ti accompagneremo nella presentazione della domanda in ogni sua parte e verificheremo se hai i requisiti per ottenere i contributi.

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