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Come aprire uno stabilimento balneare

Come aprire uno stabilimento balneare

Ogni anno, specie nel periodo estivo, l’Italia è meta di moltissimi turisti che scelgono le spiagge del nostro paese per trascorrere le loro vacanze. Sono davvero tante le regioni che attraversano lo stivale in cui si trovane spiagge meravigliose. Tutto ciò ha dato la possibilità a tante persone di investire nel settore balneare e di ottenere buoni guadagni. Chi ha una grande passione per il mare o chi vive in paesi in cui ci sono belle spiagge potrebbe pensare di aprire uno stabilimento balneare. Tramite questa guida parleremo del procedimento e dell’iter da seguire per giungere all’apertura di uno stabilimento balneare.

I requisiti per aprire uno stabilimento balneare

Chi vuole entrare in questo settore ha sostanzialmente due possibilità:

  • Rilevare un lido già esistente
  • Dar vita ad un nuovo lido

Per aprire un lido bisogna essere in possesso della concessione demaniale marittima per attività turistico-ricreative. È necessario sapere che la spiaggia è un territorio demaniale che appartiene allo Stato. E’ lo Stato che affida in gestione per alcuni anni la spiaggia a determinate persone. La spiaggia viene suddivisa in lotti la cui assegnazione avviene attraverso i bandi di concorso emanati dall’Ente del demanio marittimo. Questi concorsi non sono disponibili in qualunque momento, se si considera che, di solito, una concessione ha una durata di circa sei anni.

>Per poter aprire uno stabilimento balneare è fondamentale il possesso di determinate competenze in questo settore, competenze che vanno dimostrate attraverso la frequentazione di un corso professionale e il relativo attestato. Nei costi iniziali rientrano quelli relativi alla realizzazione della struttura. In tal senso, c’è bisogno del progetto di un architetto. Di solito, per la realizzazione degli stabilimenti balneari si utilizzano i pannelli prefabbricati. E’ necessario provvedere anche all’acquisto di ombrelloni, lettini e sdraio, elementi che non possono mai mancare in uno stabilimento balneare.

Sarebbe consigliato procedere anche all’apertura di un bar o di un ristorante all’interno del lido. Infatti, servizi del genere vengono sempre molto apprezzati dagli utenti che amano avere tutto a portata di mano e che, specie nelle giornate in cui il caldo si fa sentire, non vogliono spostarsi di molto dalla spiaggia e vogliono acquistare cibi e bevande fresche in modo semplice e veloce. E’ bene, però, ricordarsi che nel momento in cui si decide di voler offrire anche un servizio del genere allora diventa necessario presentare al Comune la SCIA (Segnalazione certificata di inizio attività) relativa alla somministrazione di cibi e bevande.

L’iter burocratico

Uno degli step più importanti sotto il profilo burocratico è l’ottenimento dell’autorizzazione unica ambientale. Si tratta di un’autorizzazione che viene rilasciata dal comune e che fa riferimento alla tutela dell’ambiente marino e della costa. La dichiarazione di inizio attività va inoltrata sia presso gli uffici dell’Asl che presso quelli comunali. L’Asl e il comune avranno il compito di verificare la presenza dei requisiti igienico-ambientali e di sicurezza.

Aprire una Partita Iva è un altro dei passi da compiere così come effettuare l’iscrizione presso il Registro Imprese della Camera di Commercio. Spetterà poi al titolare della struttura decidere la tipologia di lido da realizzare. Esistono spiagge per famiglie, per nudisti, per ragazzi. In questo modo si potrà stabilire un target, cioè le persone potenzialmente interessate al servizio offerto e che potrebbero diventare clienti del lido.

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