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Come aprire un baby parking

Aprire un baby parking: requisiti e iter burocratico

L’attività di baby parking offre un servizio socio ricreativo per i bambini che possono essere affidati per periodi limitati a tali strutture. I genitori che intendono usufruire di tali servizi non devono essere iscritti ma possono lasciare i propri figli in custodia alla struttura pagando l’effettivo tempo di prestazione del servizio di baby parking.

Tali strutture possono ospitare bambini di età compresa dai 13 mesi fino ai 6 anni, e il regolamento che disciplina tali attività prevedono che il piccolo possa essere lasciato presso una struttura similare per al massimo sei ore giornaliere.

Il numero massimo di bambini che posso essere ospitati nella struttura varia da 10 fino a un massimo di 25, e in queste strutture non è ammessa nessuna preparazione e somministrazione di pasti. Per questa ragione non è necessario avere la presenza di una mensa, anche se ai bambini è possibile dare piccole merende in caso di permanenza per più ore consecutive.

A differenza di quanto avveniva in passato, le famiglie di oggi, per mantenersi, devono avere entrambi i genitori che lavorano. Proprio per questo il tempo a disposizione per prendersi cura dei figli è calato e se non si hanno dei parenti a disposizione le soluzioni come i baby parking sono delle realtà molto comode per garantire un luogo sicuro e socievole al proprio bambino.

I requisiti personali per avviare un baby parking

Coloro che vogliono avviare un baby parking devono sapere che chi lavora in queste strutture deve possedere un diploma di laurea o diploma universitario nelle materie rientranti nelle scienze della formazione o dell’educazione, oppure in discipline riguardanti la psicologia e i servizi sociali.

E’ possibile anche conseguire la qualifica attraverso corsi di formazione professionali che siano riconosciuti dallo Stato o dalle Regioni. Non essendoci una normativa specifica che regola i baby parking, è necessario informarsi presso gli sportelli SUAP dei Comuni per ricevere tutte le informazioni dettagliate.

Come aprire un baby parking: la struttura necessaria

La struttura che andrà a ospitare l’attività di baby parking deve avere delle particolari caratteristiche al fine di consentire l’esercizio di tale lavoro. Per prima cosa la struttura deve essere obbligatoriamente conforme alle disposizioni urbanistiche ed edilizie comprese nei regolamenti comunali vigenti.

Inoltre deve essere garantita anche una specifica suddivisione degli spazi interni, che prevede la presenza di uno spogliatoio nella parte d’ingresso, una sala gioco che sia ben distinto dagli altri spazi a disposizione, garantendo una superficie di 4 mq minima per ogni bambino ospitato e la superficie netta calpestabile deve essere di almeno 20 metri quadri.

Devono essere poi presenti adeguati servizi igienici, che vedano la presenza di wc e lavabo utilizzabili anche dai più piccoli e una vasca di dimensioni adeguate con doccetta e miscelatore.

La struttura, in generale, deve garantire l’assenza delle barriere architettoniche in caso di ospiti che siano portatori di handicap.

L’iter burocratico necessario per l’apertura di un baby parking

Come per ogni attività imprenditoriale, per avviare un baby parking andrà registrata una nuova ditta aprendo una partita IVA presso l’Agenzia delle Entrate.

E’ obbligatoria anche l’iscrizione al registro delle imprese della Camera di Commercio territorialmente competente, inoltre dovranno essere regolarizzate le posizioni INPS e INAIL del titolare e di tutto il personale che lavorerà nella struttura.

Per quanto riguarda la struttura dovrete ottenere l’agibilità da parte del Comune e il rispetto delle norme igienico sanitarie da parte dell’ASL locale. Per quanto attiene la prevenzione incendi, la struttura dovrà essere sottoposta alla procedura di valutazione sul rischio d’incendio, presentando corretta domanda al Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco.

Inoltre è bene dotarsi di un’apposita copertura assicurativa vista la presenza di bambini piccoli nella struttura. Infine dovrete presentare idonea domanda all’ufficio attività produttive del Comune, quella che comunemente è chiamata SCIA, che vi permetterà di avviare l’attività dopo 30 giorni di silenzio assenso dalla presentazione della domanda.

Assistenza specialistica per l’avvio della vostra attività

Avere competenze su tutte le normative e settori che coinvolgono l’apertura di una nuova attività diventa spesso difficoltoso.

L’imprenditore dovrebbe avere conoscenze generalizzate nell’ambito amministrativo, fiscale, urbanistico ed edilizio, proprio per questo è necessario farsi supportare da validi consulenti in grado di rendere il percorso di avvio di una nuova attività semplice e snello.

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