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Temporary Store

Aprire un temporary store

Avete mai sentito parlare di temporary store? Si tratta di un negozio “a tempo”, ossia un negozio che può essere aperto e chiuso nel giro di poche settimane. Nel mondo sono noti anche come pop-up shop e vengono spesso associati ad eventi, in modo da dare la possibilità alle aziende di avere un approccio più diretto con i propri clienti.

Cosa sono i Temporary Store

I temporary store, nella maggior parte dei casi, offrono prodotti o servizi esclusivi, spesso riguardano edizioni limitate oppure personalizzate di prodotti introvabili in qualsiasi altro negozio. L’obiettivo del brand attraverso questo genere di negozi a tempo è di attirare i clienti con prodotti delle caratteristiche uniche, attraverso spazi originali e realizzati per offrire esperienze diverse ai consumatori.

Si potrebbe dire che il temporary store è una sorta di laboratorio dove il brand ha un contatto diretto con il cliente ma in un modo innovativo, utilizzando strategie di marketing non convenzionali.

Generalmente i temporary store vengono aperti nei centri di città molto affollate, promuovendo la brand awarness e facendo sì che il brand vada a rafforzarsi in maniera importante. Sono tante, ad esempio, le serie tv di successo che decidono di aprire un temporary store per lanciare una nuova stagione e consentono così agli appassionati della serie di poter incontrare gli attori e farsi firmare un autografo.

Il primo temporary store fu aperto in Gran Bretagna, nel 2003, ma è in America che ha trovato la sua massima espressione, soprattutto in città come New York e Los Angeles, grazie ai marchi più importanti al mondo.

Temporary Store: gli adempimenti burocratici

Dal punto di vista burocratico sono diverse le strade possibili riguardo l’apertura di un temporary store. Se il negozio a tempo ha una durata inferiori ai 30 giorni nell’arco di un anno, allora l’attività rientra nella forma occasionale. In questo caso non occorre registrarsi presso il Registro delle Imprese ma bisogna richiedere comunque l’apertura della Partita Iva presso l’Agenzia delle Entrate e comunicare l’inizio dell’attività al Comune, attraverso la Scia.

Se, invece, l’attività dura meno di 30 giorni ma non viene svolta in forma occasionale bisogna iscriversi al Registro delle Imprese ed indicare come sede legale la residenza fiscale del titolare dell’attività. In questo caso l’attività viene configurata come Unità Locale e la certificazione di inizio attività deve essere compilata per ogni negozio aperto. Qualora invece l’attività dovesse superare i trenta giorni l’iter burocratico da seguire è quello tradizionale.

Come accade per qualsiasi altra attività imprenditoriale, anche per i temporary store è importante scegliere la giusta location. Come abbiamo detto in precedenza, trattandosi di store che offrono prodotti in edizione limitata occorre che questi riescano a coinvolgere il maggior numero di potenziali clienti. Per fare ciò occorre scegliere una location centrale in una delle principali città italiane come Napoli, Milano, Roma, Bologna, Firenze. Qui i temporary shop rappresentano una consuetudine e riescono ad avere un discreto successo.

Per aprire uno shop temporaneo di successo bisogna offrire qualcosa di innovativo, sia per quanto riguarda il prodotto finale che per quanto concerne la location. L’obiettivo, infatti, è quello di attirare la curiosità dei passanti attraverso forme e colori innovativi, oppure attraverso la partecipazione di testimonial famosi e di campagne pubblicitarie mirate ed imponenti.

I costi per aprire un temporary shop

Quanto costa aprire un temporary store? Molto dipende da ciò che vogliamo vendere, ma anche da quanto investiamo per pubblicizzare l’apertura dello store. Un fattore molto importante in questo contesto è rappresentato dall’allestimento del locale che dovrà sorprendere i potenziali clienti.

Potremmo dire che l’investimento minimo per un temporary store è di circa 40mila euro. Ma tutto, come abbiamo detto, dipende dalla tipologia di temporary store che decidiamo di aprire.

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