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Aprire un minimarket

Come aprire un minimarket: autorizzazioni e requisiti

Il settore delle vendita degli alimentari è sicuramente uno dei meno affetti dalla crisi che ha attanagliato il comparto economico negli ultimi anni. Proprio per questo è un settore in cui si può guardare con assoluto interesse per intraprendere un’attività imprenditoriale. Questo non vuol dire che aprire un punto vendita sia la cosa più semplice di questo mondo, si tratta di un investimento consistente, che va analizzato con attenzione vista anche l’elevata concorrenza presente sul territorio.

Per garantirsi buoni risultati in questo campo servono buone capacità imprenditoriali, spirito d’iniziativa e sacrificio, elevata volontà e una somma di denaro consistente per effettuare l’investimento.

Le nostre città sono piene di ipermercati e supermercati di grosse dimensioni, ma può essere ancora un’ottima idea quella di dedicarsi ad un’attività di dimensioni più contenute, come i minimarket.

Si tratta di realtà di vendita di prodotti alimentari e non che trovano ancora molto consenso tra coloro che devono acquistare un numero ristretto di prodotti, che non vuole addentrarsi nel casino degli ipermercati o per chi vuole ancora fare la spesa nel punto vendita vicino a casa propria.

Il minimarket: quali prodotti offre?

Il minimarket deve essere considerato come un vero e proprio supermercato con delle dimensioni di vendita ridotte. Questo non vuol dire che non troveremo la stessa ampia gamma di prodotti, anche se alcuni generi verranno inevitabilmente sacrificati per far fronte allo spazio a disposizione e per proporre quelli che sono i prodotti che maggiormente sono ricercati per la spesa quotidiana degli avventori.

Ovviamente non mancano gli alimentari, con una vasta gamma di prodotti che possono essere sia confezionati che freschi, a questi si uniscono poi prodotti per la casa, e che possono essere utili durante il vivere quotidiano.

Autorizzazioni e requisiti per aprire un minimarket

Trattandosi di un punto vendita che tratta generi alimentari, aprire un minimarket porta con se degli adempimenti lunghi e complessi. Il primo aspetto è capire con il Comune in cui verrà insediata l’attività quali sono le procedure burocratiche che debbono essere espletate per aprire l’attività.

Sicuramente dal punto di vista amministrativo andrà presentata la SCIA, che segnala l’intenzione di avviare la vostra nuova attività e permette di avere il via libera per l’esercizio della stessa.

A queste vanno aggiunte le autorizzazioni riguardanti il locale in cui intendente effettuare questo genere di attività. Esso dovrà essere a norma dal punto di vista dell’agibilità edilizia, degli aspetti antincendio e sanitari, al fine di poter considerare i locali utilizzabili ai fini commerciali.

Altro passo necessario è quello di dar vita alla propria nuova azienda, registrandola alla Camera di Commercio e al Registro delle Imprese, andranno poi regolarizzate le posizioni INPS e INAIL necessarie per il titolare e i dipendenti dell’azienda.

Questo genere di attività viene solitamente inquadrata all’interno del codice Ateco 47.11.40 “minimercati ed altri esercizi non specializzati di alimentari vari”.

Unitamente alle questione legate ai locali e all’attività, vanno ottenute le opportune licenze per la gestione e vendita di prodotti alimentari, attraverso la frequentazione di appositi corsi in cui viene spiegato come devono essere trattati ogni genere di alimento.

Aprire un minimarket, dettagli sugli investimenti necessari

La spesa più importante per quello che riguarda l’apertura di un minimarket è quella relativa al locale utilizzato. Come superficie complessiva bastano anche 150/200 metri, l’importante è trovarlo in una posizione strategica. Meglio che lo stesso sia ubicato in una zona centrale o nei pressi di punti strategici come le scuole, ospedali, grandi centri sportivi, o in luoghi altamente trafficati.

Proprio per questo è importante, prima di effettuare la scelta finale del locale, di effettuare un’attenta analisi del territorio, utile per capire le possibilità di successo e verificare la presenza di competitors.

I costi qui variano a seconda se il locale viene preso in affitto oppure acquistato, e in base alle sue caratteristiche di metratura e classe energetica.

A questi vanno aggiunti i costi relativi all’arredo degli interni, che saranno composti principalmente da scaffalature per l’esposizione delle merci, bancali, e le strutture relative alle casse, con tutti gli annessi macchinari necessari al regolare svolgimento dell’attività.

Vanno poi considerati i costi relativi alla promozione e pubblicità, per far conoscere la propria nuova attività, in modo tale che la stessa possa arrivare in breve tempo a un gran numero di clienti.

L’investimento da mettere in campo è notevole, ma i margini di guadagno sono decisamente buoni e i tempi di rientro possono essere contenuti.

Consulenza gratuita da professionisti per aprire un minimarket

Per tutti coloro che vogliono avviare una nuova attività in proprio attraverso l’apertura di un minimarket, possono richiedere una consulenza gratuita ai nostri professionisti, esperti del settore e in generale della finanza agevolata che metteranno in campo un’assistenza completa per tutte le fasi relative all’apertura di una nuova attività, dal disbrigo delle pratiche, all’apertura del locale fino all’ottenimento delle necessarie autorizzazioni, aiutandovi a realizzare il sogno di avviare la tua nuova attività in proprio.

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