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Come aprire un negozio

Come aprire un negozio

In questo articolo parliamo di come aprire un negozio. Farlo significa far nascere un lavoro dove non c’è e creare un qualcosa di personale in cui esprimere al meglio la propria determinazione e creatività. Non si tratta di un’operazione difficile e non è nemmeno vero che aprire un negozio è solo una cosa da ricchi, specialmente alla luce dei vantaggiosi finanziamenti che ci sono oggi. Avere qualcuno infatti che crede nel tuo progetto può essere la soluzione da cui partire per dare il via al tuo piccolo sogno nel cassetto: un negozio, un’attività tutta tua con la quale conquisterai il mondo o, almeno, la tua città!

Trovare l’idea migliore

Dedicare anima e corpo a un progetto personale in tutti i dettagli, un’attività che rispecchi la propria personalità come aprire un negozio, è una soddisfazione immensa. Anche se i passaggi burocratici sembrano interminabili non è così. Per prima cosa è opportuno definire il tipo di negozio che si intende avviare. Sia che si tratti di un negozio di abbigliamento o di oggetti, o altro, è bene che ci sia un progetto alle spalle, per dare al negozio una linea chiara.

Se si hanno tante idee e confuse è bene partire con poche categorie merceologiche, andando poi in caso più tardi ad aggiungerne. Prima d intraprendere un progetto impegnativo come aprire un negozio è anche bene valutare, non solo i propri gusti, ma le necessità del mercato della zona interessata, individuando così una nicchia che possa avere successo. Un’altra scelta da fare è se essere autonomo o essere un franchising: tale possibilità ormai è presente in tutti i settori. Fatta questa scelta, se decidi di restare autonomo, devi individuare i giusti fornitori e definire la scontistica e l’approvvigionamento riservatoti. É ovvio che il franchising ha dei vantaggi in questo senso, ma di solito ci sono delle linee severe da seguire un po’ su tutto: dall’arredamento del locale, al tipo di merce, alle vetrine, agli sconti etc.

Autorizzazioni prima di aprire il negozio

Al comune: autorizzazione alla vendita

Oggi, grazie al decreto Bersani, aprire un negozio è ancora più facile di una volta. Se infatti prima c’era la necessità di una licenza comunale, che varava con severità il numero e la tipologia dei punti vendita, oggi c’è libertà di mercato. Gli unici paletti entro i quali rimanere sono determinati dalla superficie per la vendita. Questa non dovrebbe superare i 250 metri quadrati nei comuni che hanno sopra ai 10mila abitanti e i 150 metri per quelli che ne hanno meno.

Se il negozio non è entro questi parametri, ma è sopra alle metrature indicate sarà necessario richiedere un’autorizzazione alla vendita in Comune. Dopo 90 giorni dalla richiesta, se non si ha riscontro, si può considerare il progetto approvato, per silenzio assenso. La licenza propriamente detta non è quindi più necessaria, tranne che per il caso delle tabaccherie.

All’ASL: idoneità dei locali

Prima di tutto è bene informarsi all’Ufficio SUAP del comune se ci sono vincoli all’interno del comune o dell’area di destinazione. In alcuni casi, infatti, ci sono delle restrizioni sulla posizione o sulla distanza dagli esercizi analoghi. A questo proposito bisognerà anche accertarsi della destinazione d’uso del locale scelto. Legalmente per esempio, un magazzino non può trasformarsi in un negozio senza una richiesta di cambio destinazione d’uso.

Per l’apertura è necessario anche richiedere il nullaosta all’ASL per quel che concerne i locali: l’approvazione dell’autorità sanitaria è elemento imprescindibile. Avviata la richiesta, i responsabili referenti faranno un sopralluogo e se il locale risponde ai canoni richiesti, sarà rilasciato il benestare. Attenzione che i requisiti devono permanere, perché in caso di un sopralluogo a sorpresa in cui i parametri non rispondono più ai requisiti, si rischia la sospensione dell’attività.

Se si tratta di commercio alimentare la situazione un pochino si complica. In questo caso infatti è necessario possedere gli strumenti e le strutture atte alla conservazione degli alimenti. In questo caso oltretutto chi apre un’attività dovrà anche seguire un corso di abilitazione. Solo per alcune regioni è altrimenti sufficiente aver lavorato per due anni negli ultimi 5 anni in un negozio di alimentari.

I requisiti del richiedente: iscrizioni e comunicazioni da fare

Per aprire un’attività come un negozio è necessario dimostrare altresì di avere i requisiti necessari per mezzo di una documentazione adeguata. Chi apre un negozio non deve avere condanne sopra ai 3 anni di detenzione, non avere mai dichiarato fallimento. Chi avvia un negozio deve aprire una partita IVA a nome del soggetto o della società creata per aprire l’attività, essere iscritto alla CCIAA, all’INPS e all’INAIL.

Per aprire una società, bisogna prima rivolgersi a un commercialista e poi a un notaio per la costituzione della società. Tutti gli enti appena citati devono essere avvisati formalmente dell’avvio dell’attività (la data di avvio): per mandare una comunicazione generale si utilizza la Comunicazione Unica. Quest’ultima prevede l’invio telematico dei documenti al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio. Sarà questa automaticamente a passare la comunicazione agli altri enti e all’Agenzia delle Entrate.

Aprire un negozio: quanto costa?

Sui costi dell’apertura di un negozio incidono diversi fattori, di conseguenza non è possibile definire una cifra standard. Gli elementi da prendere in considerazione perché incidono sul costo, sono: il tipo di prodotto venduto, la qualità che si intende avere, l’acquisto o affitto dei locali, le spese di ristrutturazione se necessarie e l’arredamento del negozio. In modo indicativo e approssimativo si va dai 20mila euro ai 50mila.

In realtà grazie ad un basso investimento iniziale o a costo zero, è possibile fare un finanziamento. In presenza di una buona idea e di un progetto valido, nessuno dovrebbe rinunciare ad avviare un’attività. In molti casi, anche grandi aziende, sono nate proprio a partire da una disponibilità di denaro minima. La fame di successo è un fattore fortemente motivazionale. È chiaro che ci sono settori in cui è più facile avere successo e altri meno, ma aprire un negozio è un’idea per ripartire o per inventare un lavoro lì dove non c’è. Il fattore economico è un tasto delicato in tutti i casi, quindi per fare una valutazione adeguata sia sui finanziamenti, sia su entrate e uscite dell’attività, è bene rivolgersi a qualcuno di esperto per avere un progetto ben strutturato.

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