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Come aprire una torrefazione

Come aprire una torrefazione

Le attività legate al mondo del caffè e della torrefazione si sono tramutate negli ultimi anni in un vero e proprio business redditizio.

Si tratta di un’ottima opportunità imprenditoriale che negli anni passati era stata accantonata per problematiche relative agli aspetti sanitari ed economici, ma che ora, grazie all’evoluzione dei tempi, è tornata di moda in modo imponente.

Va precisato che l’apertura di una torrefazione comporta un mix importante per quello che riguarda la disponibilità di soldi e di tempo.

Questo perchè dal punto di vista economico, tema che tratteremo più avanti nell’articolo, non sono necessari tanti soldi per i macchinari, ma bensì per accedere al sistema e per diffondere il proprio caffè.

Questo a causa delle politiche messe in campo dalle torrefazioni italiane, che incentivano sempre di più i bar attraverso remunerazioni economiche e attrezzature per far si che essi utilizzino le loro miscele di caffè. Questo determina un’importante esposizione finanziaria per la torrefazione.

Oltre ai soldi, coloro che si avvicinano a quest’attività devono avere molta pazienza e tempo, perché il mondo del caffè è come quello del vino, un universo tutto da scoprire e da assaggiare, che quindi necessita di una forte esperienza per essere compreso al meglio.

Fondamentale per questo genere di attività è dimostrare di avere una mentalità elastica ed aperta, oltre che una visione moderna del commercio.

Il consiglio è quello di informavi, frequentare fiere del settore, e diventare prima dei conoscitori di tale settore, per capirne meglio le dinamiche e saper indirizzare la propria attività nella direzione corretta.

Aprire una torrefazione: iter burocratico e autorizzazioni necessarie

Trattandosi di un’attività che produce, lavora, trasforma o distribuisce, ovvero vende o stocca, trasporta o somministra alimenti, essa è regolamentata dall’art. 6 del D.Lgs. 852/2004, quindi soggetta a necessaria registrazione.

Per prima cosa andrà presentata la SCIA allo Sportello Attività Produttive del Comune in cui andrete ad aprire la torrefazione. I moduli sono facilmente reperibili online sui siti istituzionali degli Enti, la stesa debitamente compilata andrà presentata appunto al Comune che provvederà a trasmetterla all’ASL per le necessarie valutazioni sanitarie di competenza.

Il parere arriverà entro 45 giorni dalla presentazione della domanda, e fino a quando non riceverete il consenso, oppure saranno scaduti tali termini, non potrete avviare l’attività.

Se non avete già una ditta aperta dovrete aggiungere alla SCIA sopraindicata anche la registrazione della vostra nuova azienda presso la Camera di Commercio, aprendo apposita partita IVA.

Sono necessarie anche le debite registrazioni dell’azienda presso l’INAIL e l’INPS.

Se avete dei dipendenti sotto di voi dovrete inoltre stipulare dei contratti di lavoro che siano in regola con quanto disposto dalle rispettive norme nazionali. Per evitare problemi legali o finanziari è meglio farsi seguire da un esperto in contabilità, che effettuerà tutte queste operazioni nel pieno rispetto delle regole.

I costi per aprire una torrefazione

Come accennato in premessa i costi relativi all’apertura di una torrefazione non sono di certo esigui.

Da una parte abbiamo i costi per il locale, di proprietà o in affitto, a cui vanno aggiunti quelli relativi all’arredo e relativi macchinari per le operazioni di torrefazione.

A questi devono essere aggiunti dei costi variabili necessari per avviare l’attività e farsi conoscere sul mercato.

Il settore vanta molti competitor agguerriti e per inserirsi, farsi conoscere e apprezzare si utilizzano forme di incentivazione verso le attività che erogano caffè quali bar, ristoranti e altri ancora.

A tal fine, per promuovere e far utilizzare la propria miscela di caffè si usa regalare tazzine, piatti, accessori per il bar e molto altro ancora.

Tali costi vengono poi riversati sul costo finale del caffè venduto, ma risultano essere un onere rilevante di cui si deve tener conto, un’esposizione finanziaria che va gestita con molta attenzione per evitare debiti o crac inaspettati.

Ovviamente ai costi sopraindicati vanno aggiunti anche quelli relativi al personale, che incidono anch’essi in maniera rilevanti sul bilancio di un’azienda.

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