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Aprire uno studio dentistico

Come aprire uno studio dentistico

Il lavoro del dentista è una tipologia di attività che richiede oltre che una grande passione per il mestiere anche un’elevata sensibilità nell’interagire con i pazienti, molti dei quali avranno una vera e propria avversione verso tale figura.

Le cure dentistiche sono un mercato che non conosce crisi, tutti chi più o chi meno devono fare ricorso al dentista almeno annualmente, anche solo per fare una pulizia dei denti.

Proprio per questo il dentista è un’attività che presenta ampi margini di guadagno, anche se questi ultimi crescono con gli anni e con l’acquisire dell’esperienza e di un portafoglio di clienti ampio e consolidato.

Partire con una nuova attività in proprio può portare a un guadagno mensile di 2000/2500 euro, ma una volta che si allarga la conoscenza della vostra attività, si potrà arrivare anche a 6000/8000 euro mensili, fino a cifre ragguardevoli anche di 150 mila euro per grossi centri dentistici, che offrono un’ampia gamma di servizi e prestazioni specialistiche.

Per avviare nel miglior modo possibile la nuova attività andrà predisposto un business plan, un passo obbligatorio per avere successo in tale mercato. Un’analisi dettagliata che dovrà tenere conto delle spese da sostenere, delle modalità con cui è finanziata l’attività, il numero di clienti e le entrate attese e le strategie di marketing per portare a conseguimento i vostri obiettivi.

Cosa serve per aprire uno studio dentistico

Dal punto di vista personale, chi intende avviare uno studio dentistico deve aver conseguito il titolo universitario di dottore in Odontoiatria, una laurea di tipo magistrale che ha una durata di sei anni.

Oltre a questo per avere un’abilitazione all’esercizio dell’attività in proprio, il titolare dovrà fare un periodo di tirocinio con tanto di prova di abilitazione finale.

Un iter spesso lungo e difficile che permette di acquisire tutte le competenze pratiche e teoriche necessarie all’esercizio dell’attività.

Oltre a questo bisogna avere anche particolari doti nel saper interagire nel miglior modo con i clienti e nel trovarne di nuovi, in modo da ampliare in modo efficace la propria clientela e generare quindi buoni profitti nell’attività.

Anche la scelta della location va fatta compiendo uno studio mirato, al fine di individuare quale sia l’area migliore per l’apertura, una zona che deve avere un ampio bacino di possibili clienti e avere pochi competitors nei dintorni.

Dal punto di vista dei requisiti di legge, aprire uno studio dentistico comporta l’ottenimento di quelli che sono dei requisiti minimi:

  • abitabilità delle strutture utilizzate;
  • possedere locali idonei per metratura, aerazione, illuminazione;
  • avere una sala d’attesa adeguatamente dimensionata, uno spogliatoio per il medico ed eventuali collaboratori, servizi igienici;
  • non avere delle barriere architettoniche;
  • dotazione minima per il trattamento delle emergenze come defibrillatore, misuratore della pressione e altri dispositivi medici.

Studio dentistico: i costi di apertura

I costi connessi all’apertura di un nuovo studio dentistico sono particolarmente ingenti rispetto ad altri generi di attività.

Il primo costo da sostenere è indiretto, e riguarda la formazione, per conseguire la laurea occorrono sei anni di cui l’ultimo di tirocinio e una durata finale variabile in base all’esito degli studi e degli esami.

A questi vanno aggiunti i costi concernenti l’avvio dell’attività, tra cui acquisto o affitto del locale da utilizzare come studio, acquisto delle attrezzature ed eventuale assunzione del personale.

S’ipotizza che per uno studio di medie dimensioni che ha all’interno tre persone operanti, sia necessario un budget iniziale di 130 mila euro, spesa che può anche diminuire nel caso in cui condividiate lo studio con altri dentisti, realizzando un’associazione d’impresa.

A questi vanno poi aggiunti i costi di gestione che sono da una parte direttamente legati alla cura dei pazienti come il personale, le utenze, l’acquisto di materiali, ma anche scollegati dagli interventi e terapie effettuate e necessarie allo svolgimento dell’attività quali personale di segreteria, linee telefoniche, cancelleria, noleggio software, pubblicità e marketing.

Si dovrà decidere anche come s’intende recuperare i fondi necessari all’apertura della nuova attività tra le varie scelte disponibili: utilizzare risorse proprie, chiedere un prestito in banca, trovare finanziatori privati, intercettare finanziamenti  e incentivi a fondo perduto regionali e/o europei destinati nello specifico a tale settore.

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