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Credito di imposta ricerca e sviluppo 2018

Credito d’imposta Ricerca e Sviluppo 2018: cos’è e come funziona

Il credito d’imposta Ricerca e Sviluppo per il 2018 è un’agevolazione destinata alle imprese di qualsiasi forma giuridica che investono in attività di ricerca e sviluppo.

Il bonus, introdotto dal decreto “Destinazione Italia”, precisamente con l’articolo 3 del Decreto Legge 145/2013 (modificato poi dalla legge 190 del 2014 e approvato dalla legge di bilancio 2017), è stato prorogato fino al 31 dicembre 2020 e i fondi aumentati al 50% delle spese ammissibili. Il 2017 è stato un anno particolarmente fortunato per il settore Ricerca e Sviluppo: nel 2017 è raddoppiato il numero di imprese che hanno richiesto fondi per Ricerca e Sviluppo rispetto al 2016.

Entriamo nel dettaglio e scopriamo cos’è il credito di imposta R&S (che sta per ricerca e sviluppo) per il 2018.

Credito d’Imposta Ricerca e Sviluppo: cos’è e a cosa serve

Come già detto, il credito d’imposta Ricerca e sviluppo è destinato alle imprese che decidano di fare investimenti nel campo dell’innovazione dei processi di produzione al fine di migliorare la propria competitività.

L’obiettivo è stimolare dunque la spesa privata nel settore della ricerca, uno dei più importanti per la crescita economica delle attività produttive del paese.
Nello specifico, il credito d’imposta R&S si rivolge a:

  • Soggetti titolari di reddito d’impresa, imprese, enti non commerciali, consorzi etc., di qualsiasi natura giuridica, dimensione aziendale e settore economico
  • Imprese italiane o imprese residenti all’estero, ma con una stabile organizzazione sul territorio italiano, che svolgono attività di Ricerca e Sviluppo su commissione da parte di altre imprese residenti all’estero

Tra le attività di ricerca e sviluppo ammissibili al nuovo credito d’imposta rientrano anche quelle delle imprese che operano nel settore del tessile e della moda, più precisamente le imprese collegate alla ideazione e realizzazione dei nuovi campionari: il chiarimento è arrivato dall’Agenzia delle Entrate con apposita circolare.

Il credito d’imposta ricerca e sviluppo non si applica a:

  • Soggetti con redditi di lavoro autonomo
  • Soggetti sottoposti a procedure concorsuali non finalizzate alla continuazione dell’esercizio dell’attività economica
  • Imprese che fanno ricerca per conto di terzi commissionate da imprese “residenti”
  • Enti non commerciali

Cosa finanzia e quali sono i vantaggi del credito d’imposta Ricerca e Sviluppo

Il bonus consiste in un credito d’imposta del 50% su spese in Ricerca e Sviluppo per un massimo di 20 milioni di euro all’anno e 5 milioni di euro per singola impresa, a patto che l’investimento nelle attività di ricerca e sviluppo sia di almento 30mila nel periodo d’imposta in cui l’impresa desidera ricevere tale agevolazione.
Il credito d’imposta va calcolato su una base fissa data dalla media delle spese Ricerca e Sviluppo negli anni 2012-2014.

Le spese agevolabili sono:

  • Le spese relative alla ricerca fondamentale, ricerca industriale e sviluppo sperimentale
  • Costi per personale qualificato
  • Contratti di ricerca con imprese, start up, Pmi innovative, università e centri di ricerca
  • Quote di ammortamento di strumenti e attrezzature di laboratorio
  • Privative industriali
  • Brevetti

Nello specifico, le spese che rientrano nella misura sono quelle per lavori sperimentali e teorici, ricerche pianificate e indagini critichi per la messa a punto di nuovi prodotti o servizi, le spese per l’acquisizione di conoscenze di natura scientifica, tecnologica commerciale, il collaudo e produzione di prodotti o servizi industriali e commerciali.

Le spese devono essere sostenute nel periodo 2017/2020 e devono essere di tipo incrementale, cioè deve superare la media degli stessi investimenti negli anni nei tre anni precedenti.

La misura prevede che il credito d’imposta per i costi per il personale altamente qualificato e per i contratti di ricerca valgano il 50% della spesa incrementale, così come i costi relativi alle quote di ammortamento e alle competenze tecniche e privative industriali (50% anche in questo caso).

Il bonus credito d’imposta Ricerca e Sviluppo è compatibile con altre misure come la nuova Sabatini, il superammortamento e iperammortamento, gli incentivi agli investimenti in startup e Pmi innovative e il Fondo Centrale di Garanzia.

Come fare domanda

È possibile richiedere il bonus automaticamente nella fase di redazione del bilancio e le spese sostenute nella dichiarazione dei redditi, più precisamente nel quadro RU del modello unico. È necessario presentare documentazione contabile certificata.

Il credito si otterrà in compensazione a partire dal periodo d’imposta successivo a quello in cui sono state sostenute le spese.

Credito d’imposta Ricerca e Sviluppo: opportunità per chi fa innovazione

Le imprese che fanno attività di R&S oppure le imprese che lo commissionano ad altri hanno un’interessante opportunità nella misura del credito d’imposta.

Se hai i requisiti per richiedere il credito d’imposta, contattaci subito: ti aiuteremo a fare il necessarie a ottenere l’agevolazione.

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