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Aprire un albergo

Aprire un albergo: come fare

In Italia, il settore alberghiero ha numeri di tutto rispetto: nel 2016 il fatturato del settore ha superato i 2 miliardi di euro, cifre interessanti per un mercato che, data la vocazione turistica del nostro paese, può e deve crescere ancora.

In questo articolo soddisfaremo le curiosità di chi vuole aprire un albergo, indicando i requisiti, l’iter burocratico da seguire, i costi e le possibilità offerte dal franchising. Cominciamo.

Aprire un albergo: requisiti

Oltre ai requisiti morali, per avviare un’attività ricettiva è necessario conoscere bene il mercato di riferimento e avere competenze nel settore: l’accoglienza è un lavoro complicato e un lavoro raffazzonato può compromettere le possibilità di avere successo come albergatore.

In Italia esiste comunque un’offerta formativa di buon livello destinata a chi desidera intraprendere quest’attività. È opportuno dunque, prima di aprire un albergo, formarsi adeguatamente.

Prima di aprire la struttura, inoltre, è necessario avere un business plan in cui vengano indicati chiaramente tutti gli elementi necessari a far funzionare l’albergo, dall’analisi di mercato ai costi, dalle strategie di marketing agli obiettivi a medio-lungo termine senza dimenticare la tipologia di albergo (residenziale, motel, hotel di lusso, etc).

Aprire un albergo: quale iter burocratico?

L’iter burocratico per aprire un albergo è complesso, per cui è necessario avvalersi dell’aiuto di un valido professionista per sbrigare tutti gli adempimenti.
Prima di tutto, è obbligatorio aprire la partita Iva: il codice Ateco relativo alle attività alberghiere è il 55.10, “Alberghi e strutture simili”. Altro passo obbligato è l’iscrizione al Registro delle Imprese provinciale; al Comune, invece, va inviata la Scia, la Segnalazione Certificata di Inizio Attività. C’è un apposito ufficio, il Suap, adibito alla ricezione di questi atti.

Occorre poi aprire le posizioni Inps e Inail, anche per i dipendenti che, si presume, tra camerieri, addetti alla reception, cuochi e addetti alle pulizie possano essere numerosi.
Non vanno poi dimenticati i certificati della Asl (che attesti le buone condizioni igieniche-sanitarie della struttura) e dei Vigili del Fuoco (il certificato antincendio).

Attenzione anche all’insegna: deve essere fatta opportuna richiesta al Comune per l’esposizione.
Ricordiamo che è possibile sbrigare la maggior parte degli adempimenti attraverso la ComUnica.

In ultimo, gli albergatori devono pagare i costi legati al canone Rai e alla Siae, se si diffonde musica nell’ambiente.
Ovviamente, il personale addetto alla cucina e il proprietario dell’albergo devono avere la licenza Haccp per la somministrazione di cibi e bevande, che si ottiene frequentando un apposito corso Sab.

Aprire un albergo: i costi per avviare l’attività

Passiamo ai costi per avviare un albergo, specificando subito che l’investimento necessario è ingente: per aprire una struttura di questo tipo, infatti, serviranno circa 300mila euro minimo (ma è facile che salgano fino al milione di euro).

In primo luogo, bisogna trovare l’edificio adatto: per un albergo di circa 40 stanze, serviranno almeno 2000-2500 mq. È opportuno che l’albergo stia in una zona ad alta frequenza turistica (vicino al mare, nel centro o vicino al centro di una città d’arte, etc.”); chiaramente, una struttura in centro città avrà dei costi più elevati rispetto a un edificio in periferia, ma guadagni potenzialmente più ampi. Inoltre, vanno considerate le spese eventuali per la messa a norma dei locali.

Ai costi per il locale vanno sommati i costi per attrezzature professionali e arredi, per le utenze (acqua, luce, Adsl, etc.), i dipendenti (che possono essere numerosi), le consulenze professionali (commercialista, marketers, etc.).

Com’è ovvio, più l’albergo è “stellato” più i costi salgono: un hotel a 5 stelle avrà costi molto più elevati di un albergo a 2 stelle.

Un’alternativa meno costosa è prendere in gestione un albergo, un modo per capire se il settore piace e per testare le proprie capacità con meno spese; anche il franchising propone interessanti programmi di affiliazione che consentono, in cambio di un investimento iniziale e di una percentuale mensile, di avere sostegno, formazione, assistenza, arredi e forniture, oltre alla possibilità di sfruttare la forza di un brand noto.

In ogni caso, se è vero che per aprire un albergo i costi sono elevati, è altrettanto vero che esistono misure ad hoc per chi decide di avviare una struttura ricettiva in un paese a vocazione turistica come il nostro. Invitalia, regioni e Ue propongono diverse agevolazioni (anche con finanziamenti a fondo perduto) destinati a chi vuole aprire un albergo.

Vuoi aprire un albergo? Chiedici come fare

Abbiamo visto brevemente tutto l’iter per aprire un albergo e quali sono le spese da preventivare. Se vuoi aprire un albergo, contattaci per una consulenza gratuita e scopriamo insieme come possiamo aiutarti ad avviare la tua attività e avere successo.

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