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Come aprire un forno: i requisiti necessari

La panificazione è un’arte che ha radici profonde ed antiche. Una sapienza che affascina a tal punto da avvicinare sempre più appassionati, pronti ad intraprendere quello che più che un lavoro è una vocazione. Il panettiere, infatti, è uno dei mestieri più antichi al mondo che, però, continua ad essere molto attuale. In tanti chiedono informazioni su come aprire un forno, quali sono i costi e qual è l’iter burocratico da seguire. Scopriamolo insieme.

L’iter burocratico per aprire un forno

Partiamo dalla burocrazia: per aprire un forno serve soddisfare tutte le pratiche relative all’apertura di qualsiasi altra attività. Si dovrà, dunque, pensare all’apertura della Partita IVA ed all’iscrizione presso il Registro delle Imprese della Camera di Commercio.

Bisognerà, inoltre, ottenere tutti i permessi da parte dell’ASL, dei Vigili del Fuoco e sostenere e completare il corso HACCP, indispensabile per l’apertura del forno. Ovviamente non può mancare il passaggio per le posizioni INPS e INAIL dei dipendenti. Per avviare l’attività c’è bisogno di ottenere la certificazione SAB (Somministrazione di Alimenti e Bevande) e dotarsi di tutti i permessi dell’ASL.

Aprire un forno: costi e investimento

Sono tanti i costi da considerare quando ci accingiamo ad aprire un forno. Ovviamente la prima spesa riguarda il locale. Questo dovrà trovarsi lontano da forni potenzialmente concorrenti. Per fare ciò il consiglio è di fare un’analisi approfondita in tal senso.

Se, ad esempio, si vive in un piccolo paese in cui sono presenti già due o tre forni, è meglio cambiare zona e pensare ad un altro locale. Per scegliere la location più adatta bisogna rispondere a diverse esigenze. Innanzitutto il locale si dovrà trovare in una zona abbastanza affollata e facilmente raggiungibile. Meglio se in prossimità di istituti scolastici o zone di interesse comune come parchi e piazze.

In alcuni casi si può optare per un locale in una zona commerciale, possibilmente con un ampio parcheggio a disposizione. In questo modo si accontenteranno tutti i potenziali clienti che non hanno il tempo materiale per recarsi in centro ma che allo stesso tempo non vogliono rinunciare alla bontà del pane appena sfornato.

Ai costi iniziali per l’affitto o l’acquisto del locale, vanno aggiunti quelli per il laboratorio dove preparare il pane e gli altri prodotti. Questo dovrà essere di almeno 100 metri quadrati, per permettere ai dipendenti di lavorare in comodità.

Occhio poi all’acquisto dell’attrezzatura professionale. In un forno non possono mancare forni, impastatrici, planetarie e banco di lavoro. L’attrezzatura professionale ha un costo molto elevato, al contrario di quello che sono gli arredi che possono essere più semplici e funzionali allo stesso tempo.

Non bisogna, infine, dimenticare le spese per la pubblicità della nuova attività. Pubblicizzare al meglio la propria attività è il primo passo per avere successo nel mondo del lavoro. In questo caso sarà necessario l’aiuto dei social network e degli esperti del settore in grado di fornire tutte le indicazioni corrette e di elaborare una strategia grazie alla quale dare visibilità all’attività.

Si è calcolato, dunque, un investimento iniziale di circa 80 – 100mila euro per l’apertura di un nuovo forno, ma tanto dipende dal locale – se in affitto o da acquistare – e dalla grandezza dello stesso.

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