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Aprire una pokeria di tonno

Come aprire una pokeria

Dopo il sushi, il sashimi e gli intramontabili involtini primavera, c’è un altro piatto dalle origini lontane che sta riscuotendo un enorme successo nel nostro Paese. Stiamo parlando del poke, un piatto che arriva direttamente dalle isole Hawaii e che viene servito in una ciotola con altri ingredienti come riso, uova di pesce e alghe. Di origini povere, è il piatto hawaiano per eccellenza e come tradizione viene preparato con tonno, alghe, riso e spezie varie.

Ci sono comunque diverse varianti del poke, anche se la base è sempre pesce crudo tagliato a pezzetti, marinato in una salsa a base di soia ed arricchito con verdure a scelta e nelle ultime tendenze anche con frutta fresca, come ad esempio pezzi di avocado oppure mango.

Il successo di questo piatto, ritenuto dagli esperti molto leggero e salutare, è stato molto rapido. A tal punto che le diverse città italiane si sono riempite di pokerie che servono le famose ciotole di poke, colorate, profumate e molto saporite.

Come aprire una pokeria: la fase di studio

Prima di aprire una pokeria di pesce occorre studiare a fondo tutte le variabili che sono in gioco in questo investimento. Innanzitutto bisogna scegliere una location abbastanza centrale, in grado di garantire un bacino di utenza elevato. Il consiglio in questo frangente è di scegliere un locale in una città con alta densità abitativa, magari con una grande concentrazione di giovani.

Meglio ancora se si tratta di una città universitaria. Il locale dovrà essere di almeno 50 metri quadrati e sarà necessario arredarlo a tema per riuscire ad avere una pokeria in pieno stile hawaiano.

Di fondamentale importanza sarà la selezione dei fornitori per le materie prime. Queste, infatti, devono sempre rispettare alti standard di qualità e freschezza. In questo modo potremo offrire al cliente un prodotto di eccellenza. Non meno importante è la scelta del personale che dovrà essere efficiente e qualificato.

L’Iter burocratico e costi per aprire una pokeria

L’iter burocratico per l’apertura di una pokeria è il seguente: in prima analisi occorre aprire la Partita IVA ed effettuare l’iscrizione al Registro delle Imprese. Bisogna, inoltre, comunicare al Comune di appartenenza l’avvio dell’attività ed ottenere dallo stesso il permesso per affiggere l’insegna. Presso Inps ed Inail si dovranno poi registrare le posizioni contributive e per la distribuzione delle bevande si dovrà attendere l’ok da parte dell’Agenzia delle Dogane.

Il titolare della società, oltre ad essere maggiorenne e non presentare condanne o fallimenti, dovrà possedere l’attestato SAB ed ottenere le certificazioni HACCP. L’ultima parola spetta all’ASL che dovrà rilasciare l’autorizzazione sanitaria necessaria per l’apertura del locale.

A livello strutturale, inoltre, bisognerà provvedere all’adeguamento del sistema di aspirazione dei fumi ed assicurarsi che il locale rispetti tutti gli standard in materia di igiene e di sicurezza.

Detto dell’iter burocratico, passiamo ora all’aspetto economico. Per l’apertura di una pokeria sono tante le voci da considerare e le spese da affrontare. Si parte dalla scelta del locale alla ristrutturazione, passando per gli arredi, le attrezzature ed il personale.

Ed infine occorre valutare attentamente anche l’aspetto relativo alle utenze ed alle materie prime. Insomma, per aprire una pokeria il budget minimo richiesto è di 60.000 euro. Molto, però, dipende dalla dimensione dell’attività e dalla tipologia del servizio offerto, oltre che dalla posizione del locale e dal menù proposto ai clienti.

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