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Partita IVA agricola

Partita Iva agricola: cos’è e come funziona

Complice la crisi finanziaria, molti giovani si sono scoperti agricoltori, magari rilevando e modernizzando l’attività di genitori o altri parenti.

Sono numerosi infatti i contributi per le aziende agricole: d’altro canto, il nostro made in Italy affonda le sue radici nella cultura agricola (e artigiana) del paese.

Per avviare un’attività agricola, però, è necessario dotarsi di partita Iva agricola: vediamo nel dettaglio di cosa stiamo parlando.

Cos’è la partita Iva agricola

La partita Iva agricola è una posizione fiscale dedicata alle figure professionali del mondo agricolo: coltivatori diretti e imprenditori agricoli. La normativa italiana definisce l’imprenditore agricolo il soggetto titolare di partita IVA dedito alla coltivazione della terra, all’allevamento o alla selvicoltura.

Per esercitare l’attività di imprenditore agricolo o di coltivatore diretto è infatti necessario, oltre all’acquisto o all’affitto del fondo, iscrivere l’attività al Registro delle Imprese della Camera Commercio e richiedere la partita IVA: il codice Ateco di riferimento è lo 01.

Per aprire la partita IVA è possibile rivolgersi alla Coldiretti (dietro un versamento di pochi euro) e lasciare che l’ufficio si occupi delle pratiche, inviare una comunicazione unica attraverso il portale Comunica oppure direttamente presso l’Agenzia delle Entrate.

Un’altra soluzione è affidarsi a professionisti esperti di Pmi e affidarsi a loro per l’apertura della partita IVA.

Partita Iva agricola: regime di esonero, regime speciale e regime ordinario

Il regime di esonero è destinato a tutti i produttori agricoli che in un nell’anno solare precedente non hanno avuto un reddito superiore a settemila euro, a patto che il reddito sia costituito per 2/3 da cessioni di prodotti agricoli derivanti dall’attività.

Un agricoltore in regime di esonero ha tutta una serie di agevolazioni:

  • è esente dalla registrazione delle fatture
  • non deve registrare i corrispettivi nel liquidare l’imposta
  • è esente dal tenere contabilità
  • non è obbligato a presentare la comunicazione dati IVA e nella dichiarazione IVA annuale

Anche nel regime di esonero, l’imprenditore agricolo deve comunque conservare le fatture di acquisto numerate, le bollette doganali e le copie delle autofatture degli acquirenti.

Si fuoriesce dal regime di esonero quando si superano i settemila euro di volume d’affari.

Il regime speciale Iva, invece, istituito dall’articolo 34 (Dpr n. 633/72) è il regime tipico degli agricoltori ed è un regime di detrazione dell’Iva, che viene calcolata in modo forfettario attraverso una percentuale di compensazione sull’ammontare del volume d’affari, costituito dalla cessione di prodotti agricoli, secondo queste aliquote:

  • 7,5% cavalli, asini, muli, bardotti, suini, ovini e caprini vivi, volatili (vivi e morti), conigli, piccioni, etc.
  • 7% bovini vivi
  • 12,5% vini di uve fresche (compresi gli spumanti, ma non i vini liquorosi e alcolizzati)

Questo tipo di regime si applica solo per la cessione di prodotti agricoli e non altre attività.

Gli agricoltori in regime speciale devono tenere il registro dei corrispettivi nel quale bisogna indicare giorno per giorno l’importo delle vendite al dettaglio, il registro IVA degli acquisti e il registro Iva delle fatture.

Oltre al regime di esonero e a quello speciale, si può comunque decidere di aderire al regime ordinario.

Per quanto riguarda i contributi Inps, sono presenti due casse: quella destinata ai coltivatori diretti la cui manodopera dipendente non superi i ⅔ di quella che serve per i fabbisogni aziendali, e la Iap per gli imprenditori agricoli professionali (in possesso di competenze e conoscenze in agricoltura secondo l’articolo 5 del regolamento CE n 1257/1999) e che ricavano dell’attività almeno il 50% del reddito dedicando all’attività almeno la metà del proprio tempo lavorativo.

I vantaggi e le agevolazioni fiscali per la partita Iva agricola

Abbiamo visto che le imprese agricole possono usufruire di alcuni vantaggi fiscali, nello specifico il regime di esonero, che permette a chi ha un fatturato massimo di settemila euro l’anno di avere pochi adempimenti burocratici.

Anche il regime speciale è un regime agevolato rispetto a quello ordinario, ed è il regime fiscale naturale per chi vuole avviare un’impresa agricola facendone la propria attività principale.

Inoltre siamo in un momento storico in cui le imprese agricole italiane (nuove o già esistenti) godono di molta attenzione da parte delle istituzioni e possono usufruire di agevolazioni importanti: ad esempio, ci sono alcune misure come Resto al sud o il bando Terre Colte destinati a chi vuole avviare un’impresa agricola.

Vuoi aprire la partita Iva agricola: contattaci!

Se vuoi avviare un’impresa agricola dovrai dotarti di partita Iva e aderire al regime fiscale più adatto al tuo volume di affari: compila il form e chiedici una consulenza, ti aiuteremo ad accedere ai finanziamenti a fondo perduto per il settore agricolo e cominciare la tua attività imprenditoriale.

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