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Aprire un microbirrificio

Come aprire un microbirrificio: requisiti, costi e iter burocratico

Negli ultimi anni si è assistito a un vero e proprio boom dei microbirrifici, complice la passione per la birra artigianale che sembra aver contagiato tutti gli italiani, da nord a sud.

Allo stato attuale in Italia esistono 765 birrifici puri (sola produzione), 233 brewpub (che si occupa di produzione e mescita) e 485 beerfirm (aziende che senza impianto proprio affittano un impianto di produzione o commissionano lo sviluppo di una ricetta).

Aprire un microbirrificio dunque, se si è appassionati del genere, può rappresentare un’ottima opportunità di business e garantire anche discreti margine di guadagno: ma attenzione, l’investimento iniziale non è certo trascurabile.
In questo articolo scopriremo cosa serve per aprire un microbirrificio, quali sono l’iter burocratico, i requisiti e i costi iniziali.

Aprire un microbirrificio: i requisiti

Prima di aprire un microbirrificio, è necessario avere le competenze adatte: la passione per la birra per avviare un’attività di questo genere non è sufficiente.

Innanzi tutto è opportuno conoscere bene i metodi di produzione di una birra artigianale: a tal proposito, esistono corsi di sommelier che  prevedono una parte dedicata a questa bevanda, in alternativa in tutto il territorio italiano mastri birrai esperti propongono corsi appositamente studiati per chi vuole avviare un microbirrificio.

Per fare un esempio, esiste il Centro delle Eccellenza di Ricerca sulla Birra acerbe che propone spesso delle offerte didattiche ad hoc per chi vuole avventurarsi in questo mondo.

Inoltre bisogna considerare la complessa legislazione relativa alla produzione di birra: per i microbirrifici valgono le stesse disposizioni per gli impianti più grandi, con tutto ciò che ne consegue. Inoltre bisogna considerare cosa dicono le diverse legislazioni regionali: è opportuno informarsi presso le associazioni di categoria.

Prima di lanciarsi nell’impresa è indispensabile avere un modello di business ben studiato: meglio un microbirrificio puro, che si limiti alla produzione, oppure un brewpub che produca e venda la propria birra all’interno di un proprio pub? Occorre studiare il mercato, i competitor, fare le opportune valutazioni finanziarie redigere un business plan accurato è dunque indispensabile.

Ricordiamo che per essere considerati un microbirrificio la produzione non deve superare i 10mila hl l’anno.

L’iter burocratico per avviare un microbirrificio

L’iter burocratico per aprire un microbirrificio prevede tutta una serie di pratiche burocratiche sudanse di pratiche per avviare l’attività.

Ricordiamo che il settore alimentare è fra quelli più complessi, essendo prevista una burocrazia piuttosto corposa. È necessario:

  • Aprire la partita IVA: il Codice Ateco di riferimento è l’11.05.00 (“Produzione di birra”)
  • Registrarsi tramite ComUnica al Registro delle Imprese della Provincia di competenza
  • Iscriversi a Inps e Inail (e iscrivere gli eventuali dipendenti)
  • Inviare la Scia, la Segnalazione Certificata di Inizio Attività al Comune
  • Dotarsi di Sab e HACCP per la somministrazione di alimenti e bevande
  • Richiedere le autorizzazioni da parte della Asl
  • Richiedere la licenza all’Agenzia delle Dogane (Ufficio Tecnico Finanze), che si occupa delle accise sull’alcool

I costi per aprire un microbirrificio

I costi per avviare un microbirrificio sono elevati: partono dai 100mila euro per arrivare anche ai 200mila euro: non certo un investimento risibile, tuttavia fattibile se si riesce a ottenere i uno dei diversi finanziamenti destinati alle piccole imprese.

In primis, vanno considerati i costi del locale per la produzione: a seconda della quantità di birra prodotto, può essere più o meno grande. Se si decide di aprire un brewpub, i costi salgono sensibilmente, perché andranno considerati tutti i costi legati al pub dove servire la propria birra (bancone, arredi, spillatrici, attrezzature varie, etc).

Per quanto riguarda l’impianto di produzione, si può optare per un impianto chiavi in mano (soluzione più costosa), costruirselo in autonomia parte per parte oppure acquistarlo usato.

A queste spese, vanno aggiunte le spese per le consulenze (commercialista, marketing e comunicazione), per il disbrigo delle pratiche burocratiche, per i dipendenti e la distribuzione.
Un’ottima soluzione è rappresentata dal franchising: i franchisor, in cambio di una fee iniziale e di un’eventuale percentuale mensile, si occuperà di fornire l’attrezzatura dei locali e l’impianto per la produzione, concedere l’utilizzo del marchio di un marchio famoso e garantire una formazione puntuale e costante. Prima di affiliarsi, comunque, è bene fare un’analisi accurata dei costi e dei benefici.

Aprire un microbirrificio: serve una mano?

Se hai la passione per la birra di qualità e vuoi aprire un microbirrificio, compila il form per avere una consulenza gratuita: scopriremo insieme come possiamo aiutarti a lanciare il tuo business di successo.

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