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Imprenditoria femminile

Imprenditoria femminile: finanziamenti e agevolazioni 2018

Sono diversi i bandi e le misure destinate all’imprenditoria femminile. Ogni anno enti come Invitalia e le regioni promuovono agevolazioni destinate alle Pmi (piccole e medie imprese) e alle società composte prevalentemente da donne: in alcuni casi, sono previsti anche finanziamenti a fondo perduto.

Entriamo nello specifico e scopriamo come funzionano i bandi e le misure per l’imprenditoria femminile.

Finanziamenti per l’imprenditoria femminile: le diverse forme di agevolazioni

A seconda del bando e della misura, le agevolazioni per le imprese costituite in prevalenza da donne possono assumere diverse forme:

  • contributi a fondo perduto, che prevede solitamente un finanziamento in parte a fondo perduto, in parte da restituire a tasso agevolato
  • microcredito, una forma di prestito con garanzia destinato a chi possiede la partita Iva da 5 anni oppure da imprese con al massimo 5 (o 10 in caso di Srls) dipendenti
  • autoimpiego, una misura di Invitalia pensata per chi vuole mettersi in proprio che prevede contributi a fondo perduto e prestiti a tasso agevolato
  • Fondo di Garanzia: in questo caso, lo Stato si pone come garante fra l’impresa e la banca (o l’istituto finanziario) che offre il finanziamento.

Invitalia: le misure per l’imprenditoria femminile

Invitalia, l’agenzia per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo di impresa, propone diversi bandi e misure a sportello destinate alle Pmi, anche a quelle a prevalenza femminile. Nel 2016 Invitalia ha finanziato ben 940 imprese femminili.

Al momento, le misure di cui possono usufruire le imprese femminili e le donne libere professioniste sono:

Resto al Sud è una misura che ha l’obiettivo di sostenere le nuove attività d’impresa avviate da giovani imprenditori del Sud Italia.
L’incentivo è destinato ai giovani tra i 18 e i 35 anni (36 non compiuti) delle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Smart & Start, invece, ha lo scopo di sostenere la crescita delle start up innovative di piccole dimensioni (costituite da non più di 60 mesi) in tutta Italia grazie a finanziamenti compresi tra i 100 mila e il 1,5 milioni di euro (una parte a fondo perduto, ma solo per le regioni del Sud, una parte a tasso agevolato). Il finanziamento copre le spese di investimento e di gestione.

Nuove imprese a tasso zero si rivolge alle donne e ai giovani dai 18 ai 35 anni (36 non compiuti) col desiderio di diventare imprenditori. È una misura che prevede agevolazioni a tasso zero di imprese (o persone fisiche) con spese fino a 1,5 milioni di euro. Il finanziamento può coprire fino al 75% delle spese totali ammissibili.

SELFIEmployment, invece, prevede prestiti a tasso zero per l’avvio di piccole iniziative imprenditoriali (in svariati settori) da giovani Neet (che non studiano né lavorano). Il fondo fa parte del Programma Garanzia Giovani ed è sotto la supervisione del Ministero del Lavoro. Oggetto del fondo sono le imprese individuali, società di persone, associazioni, società tra professionisti, società cooperative con un massimo da 9 soci.
Sono ammesse le società costituite da non più di 12 mesi rispetto alla data di presentazione della domanda oppure le nuove imprese, a patto che vengano costituite entro 60 giorni dall’ammissione alle agevolazioni.

Regione Veneto: 2 milioni di euro per le imprese femminili

Oltre alle misure di Invitalia, le regioni italiane propongono spesso bandi ad hoc per le imprese a prevalenza femminile.

Per fare un esempio, poche settimane fa la Giunta regionale del Veneto ha approvato il rifinanziamento di una misura per le Pmi mettendo sul piatto ben 2 milioni di euro destinati all’imprenditoria femminile.

Il bando coprirà il 30% delle spese ammissibili e rendicontate dalle aziende (minimo 20mila euro, massimo 150mila euro) con finanziamenti a fondo perduto.
Grazie a questa misura è possibile fare investimenti immobiliari (ristrutturazione edifici, acquisto terreni) sia investimenti in attrezzature e macchinari innovativi per la produzione. Tra le spese ammissibili, anche l’acquisto di brevetti, licenze, consulenze e know how utili all’attività d’impresa.

Per poter far domanda, il titolare della Pmi deve essere una donna. Nelle società di capitali, invece, le donne devono essere in possesso dei due terzi delle quote e l’amministrazione deve essere composta per almeno un terzo da da donne. Nelle società di persone, infine,  il 60 per cento dei soci devono essere donne.
Ricordiamo che le piccole imprese, al momento della domanda, devono avere non più di 50 dipendenti, un fatturato inferiore a 7 milioni di euro (oppure 5 milioni di totale di bilancio) e non essere dipendenti da imprese partecipanti.

Imprenditoria femminile: le opportunità non mancano

Abbiamo visto dunque che le possibilità di fare impresa, per una donna, non mancano. Dalle misure di Invitalia destinate al Sud ai diversi bandi regionali, una donna che vuole crearsi il proprio futuro può usufruire di varie forme di agevolazione, anche a fondo perduto.

Se sei titolare di una Pmi oppure vuoi dare vita alla tua idea di impresa, contattaci ora: scopriremo insieme quali finanziamenti e contributi puoi chiedere per creare o far crescere la tua azienda.

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